Johnson adesso chiede unità al Paese

Incassata la maggioranza schiacciante con la sua promessa di portare a termine la Brexit il 31 gennaio 2020, il premier conservatore britannico, Boris Johnson, nel suo primo discorso da trionfatore ha fatto un appello all'unità in una Gran Bretagna contusa dalle sue spaccature causate proprio dal divorzio dall'Ue. "Chiedo a tutti di voltare pagina e iniziare a curare le ferite, dopo oltre tre anni di dolore dal referendum del 2016 in cui si è deciso per la Brexit", ha dichiarato il leader dei Tory in un breve discorso al civico 10 di Downing Street.

Si è rivolto a tutti i cittadini, compreso chi non l'ha votato, assicurando che ora si concentrerà sulle priorità delle persone, tra cui salute, sicurezza, istruzione e infrastrutture. Secondo Johnson, la vittoria che ha assegnato ai Tory 365 seggi alla Camera dei Comuni deriva dalla "decisione inconfutabile, irresistibile e incontestabile" dei britannici, stanchi di diversi anni di psicodramma, di voltare la pagina dell'Ue dopo 47 anni di un matrimonio burrascoso.

"Francamente dopo cinque settimane di campagna elettorale, questo Paese merita una pausa dal litigio, una pausa dalla politica e una pausa permanente dal parlare di Brexit", ha esortato. Dopo aver fatto una campagna su "Get Brexit Done", Johnson ha assunto un tono piu' conciliante, riconoscendo che è improbabile che i "Leavers" sconfitti, pro-Ue, lascino cadere il problema.



Ha promesso che "non ignorerà mai" i loro "sentimenti buoni e positivi" nei confronti dell'Europa. "Ora è il momento - ha aggiunto - proprio mentre usciamo dall'Ue, di lasciare che quei sentimenti naturali trovino una rinnovata espressione".

In risposta, seppure indiretta, ai timori dei leader europei sulla Gran Bretagna che diventa un potenziale concorrente sleale, ha tra le priorità del prossimo anno una "nuova partnership" con l'Ue.