Johnson annuncia misure senza precedenti: "Serve un governo di guerra"

Il governo britannico si allinea alle altri grandi Paesi europei e agli Usa nella corsa per puntellare l'economia nazionale, travolta dalla pandemia di coronavirus.

Mentre non si fermano le polemiche per le blande misure di isolamento sociale - col rischio prospettato dagli scienziati dell'Imperiale College di 260 mila morti nel Regno Unito - l'esecutivo ha annunciato misure "senza precedenti", degne di un "governo di guerra", come ha detto il premier Boris Johnson, fiducioso però in una "vittoria".

Anche qui, la parola d'ordine è "to do whatever it takes", "fare tutto il necessario" per alleviare i contraccolpi su famiglie e imprese. Lo ha promesso il cancelliere dello Scacchiere, Rishi Sunak, in conferenza stampa col primo ministro, lanciando un pacchetto da 350 miliardi di sterline di crediti garantiti dal governo per il business.

Il programma prevede anche la sospensione del pagamento delle rate dei mutui per tre mesi per le famiglie in difficoltà, un contributo fino a 25 mila sterline ai negozi e ai pub e ai piccoli alberghi che soffriranno per la chiusura temporanea della loro attività e stanziamenti miliardi al sistema sanitario nazionale (Nhs).

"Lo Stato sta chiedendo alla popolazione cambiamenti significativi nelle loro vite ed è giusto che ora dia sostegno alla gente", ha detto Johnson. Poco prima, Londra aveva sconsigliato ufficialmente ai britannici qualsiasi viaggio "non essenziale" all'estero, per un periodo di 30 giorni. Mentre per ora le misure di isolamento sociale - le più efficaci per combattere la diffusione del virus - sono solo consigliate e non imposte, un'ulteriore stretta potrebbe arrivare entro il fine settimane con la richiesta alle categorie a rischio, soprattutto gli ultrasettantenni, di rimanere a casa per 12 settimane.

Da una strategia che fino all'ultimo ha sminuito il rischio rappresentato dal Covid-19, il premier britannico è passato a misure più severe, allarmato - a quanto riportano i media britannici - da uno studio degli scienziati dell'Imperial College secondo cui, in assenza di misure di distanziamento sociale, nel Paese sarebbero potute morire fino a 260 mila persone. A oggi le vittime sono 71, con 1.950 casi, ma i consiglieri di Johnson paventano un numero reale di contagi che arriva fino a 55 mila.

E mentre musei, negozi e anche i tribunali scelgono di chiudere in modo autonomo, la Chiesa d'Inghilterra sospende le liturgie e la Regina Elisabetta II cambia la sua agenda e si trasferisce al castello di Windsor fino a dopo Pasqua, il principale consigliere scientifico del governo britannico, Sir Patrick Vallance, ha spiegato che la chiusura delle scuole è un'opzione sul tavolo ma ha ammesso, senza mezzi termini, che l'auspicio migliore ora è che le vittime del Covid-19 rimangano sotto le 20 mila; cifra che ha comunque definito "enorme" e in grado di mettere una "immensa pressione" sull'Nhs.