Jonas Kaufmann incanta Verona: "In Italia mi sento a casa"

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Tedesco di nascita, italiano d’adozione. E da ieri sera, anche un po’ cittadino veronese. “Mi sento italiano e tedesco insieme, come questa parte d’Italia dove ogni tedesco può davvero sentirsi a casa” ammette Jonas Kaufmann, tra i tenori più richiesti al mondo, che ieri sera ha debuttato all’Arena di Verona in una serata speciale, registrando il tutto esaurito con 6mila spettatori e 8 bis. Sotto le stelle, Kaufmann ha intonato le arie di Wagner, Giordano e Verdi, assieme al soprano Martina Serafin e il maestro Jochen Rieder alla guida dell’orchestra areniana.

“Wagner, Giordano, Verdi. Sono tutti autori essenziali e fondamentali nella mia storia - spiega all’Adnkronos Kaufmann -. Quando mi hanno chiesto Wagner per il debutto in Arena, così atteso, ho subito pensato che dovevo accostarvi il repertorio italiano per non sembrare il classico tenore tedesco che canta Wagner, anche perché io non sono questo. Mi sento italiano e tedesco insieme, come questa parte d’Italia dove ogni tedesco può davvero sentirsi a casa”.

Ad aprire la serata il ruolo di Siegmund de ‘La Valchiria’, con la lunga scena dell’atto I in cui il personaggio wagneriano duetta con Sieglinde. Una parte molto cara a Kaufmann: “A me piacciono i ruoli tenorili che hanno in sé ombre, sfumature - sottolinea - non quella rotondità tetragona che spesso molti ruoli tenorili hanno. Mi piacciono gli eroi con una macchia, tanto che spesso invidio i ruoli baritonali i cui personaggi sono sempre più umani, più fragili, più discutibili. Per cui tra tanti ruoli ho sempre amato Dick Johnson della ‘Fanciulla del West’”.

Cantare all’Arena è stato l’ennesimo traguardo in una carriera costellata di successi. Nato nel 1969 a Monaco di Baviera, Kaufmann ha scoperto la lirica quando era uno studente di matematica all’università. Tutto è iniziato “Facilmente, per vocazione - rimarca - ma poi la strada è stata lunga”. Molti lo considerano un sex symbol, anche se lui non sembra dargli molto peso. “In un libro conversazione con Thomas Voigt in cui ripercorro la mia vita, c’è un intero capitolo dedicato a questa etichetta - fa notare - che un giorno ti piomba sul capo creata dagli altri, non da te, né cercata né voluta, personaggio e non persona”.

Dopo il successo di Verona e il debutto nel Tristano, “di certo il ruolo tenorile più difficile e che per questo ho atteso tanto per affrontarlo nel momento in cui mi sentissi davvero pronto” confessa Kaufmann, in agenda ci sono un Peter Grimes e una tournée negli Usa. “Non ci metto piede da prima della pandemia - osserva - un oceano di tempo rispetto al passato e a quelle abitudini che in quasi due anni sembrano perdute”.

Di certo dall’Italia non riuscirà a stare troppo lontano. “Ho voglia di tornare in Arena - ammette Kaufmann - un’istituzione centenaria in una struttura millenaria, ho aspettato tanto per questo debutto, ritardato di un anno dal Covid. Ora ho voglia di tornare”.

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