Jorginho: "Italia come il Chelsea, ma non sono il leader. Eriksen? Deve essere forte"

Jorginho è intervenuto in conferenza stampa per fare il punto in casa azzurra. Dopo aver battuto la Turchia con un netto 3-0, l'Italia vorrebbe ipotecare il passaggio del turno a EURO 2020 già mercoledì 16 giugno con la Svizzera allenata da Vladimir Petkovic. Queste le parole del centrocampista italo-brasiliano.

LEADER - "Non mi sento il leader di questa nazionale. Sono un ragazzo e un giocatore che cerca di aiutare tutti e qui, ci sono tanti giocatori con grande personalità. Da me, a Chiellini, Bonucci, Insigne, Verratti, Immobile, Donnarumma. Tutti possiamo aggiungere e aiutare. Noi rappresentiamo questa nazione. Quello che vuole il mister è nelle nostre teste".

INFORTUNI - "Sono tantissime partite, una dietro l'altra. Fai fatica anche ad allenarti, recuperi e giochi, recuperi e giochi. Tanti infortuni arrivano da quello".

BARELLA - "Barella è come Kantè, si assomigliano come caratteristiche, corrono per tutti, coprono tanto il campo, hanno potenza fisica. Entrambi mi danno una grossa mano a centrocampo".

Nicolò Barella | Claudio Villa/Getty Images
Nicolò Barella | Claudio Villa/Getty Images

GALLES-SVIZZERA - "Abbiamo guardato la partita e abbiamo visto un'ottima squadra che sa giocare, organizzata, con lo stesso allenatore da anni. Dobbiamo stare attenti, hanno giocatori che hanno fatto più di due competizioni o tre insieme, sono esperti".

VITTORIA DELLA CHAMPIONS LEAGUE - "È difficile trovare parole per descrivere l'emozione della vittoria in Champions. Devi viverlo per capirlo. Questo gruppo somiglia molto al Chelsea: è meraviglioso, hanno tanta fame, hanno tanta voglia di dimostrare, dai più esperti ai più giovani. Tutti hanno voglia di fare qualcosa di importante".

Chelsea | Manu Fernandez - Pool/Getty Images
Chelsea | Manu Fernandez - Pool/Getty Images

CARRIERA - "Il merito è di tutti quelli che ho incontrato. Di tutti gli allenatori, dalla Berretti, quando sono arrivato in Italia, poi in C2, poi Mandorlini, poi al Napoli con Benitez, poi Maurizio Sarri. Poi al Chelsea con lui. Ho sempre cercato di imparare da tutti. I miei modelli da piccoli erano Ronaldo, Ronaldinho e Kakà. Poi a 13 anni ho cambiato ruolo e ho iniziato a guardare più Pirlo e Xavi. Guardandoli giocare mi sono ispirato a loro: sono i miei modelli".

ERIKSEN - "A nome di tutti noi, faccio un grande in bocca al lupo a Eriksen, alla sua famiglia. Gli dico di essere forte. Siamo al centro dello spettacolo ma il calcio va oltre a quello. Quel che è successo ieri è veramente forte. In quel momento pensavo ai compagni, ai tifosi, a sua moglie che stava lì. L'ho sentito molto".

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