Joshua Ferris: "Scrivo di uomini tremendi che vogliono solo il denaro. Sono tutti lì fuori ed è giusto parlarne"

Giuseppe Fantasia

In una società come la nostra, sempre più caratterizzata da mutamenti improvvisi e da pressioni sistemiche verso l'eccellenza e la performance, la figura maschile si ritrova ad attraversare una fase di incertezza e di straniamento, vuoi per le tante e giuste libertà acquisite dalle donne negli ultimi decenni, vuoi per i diversi fattori di stress dal punto di vista estetico come da quello economico e lavorativo. Fatto sta che l'uomo vive in una condizione di fragilità sociale che a ben vedere può vantare sicuramente una letteratura sterminata da parte delle scienze sociali ma niente più della narrativa contemporanea è in grado di restituire la crudezza, l'amabilità e la futilità del fenomeno.

Ne abbiamo parlato a Milano con Joshua Ferris, quarantaquattrenne americano di Danville, Illinois, lo scrittore che poco più di dieci anni fa, con il romanzo d'esordio "E poi siamo arrivati alla fine"(Neri Pozza-Beat) - la commedia umana di un gruppo di giovani spregiudicati e sognatori, cinici e brillanti, che ogni mattina si incontrava fatalmente in ufficio, tra affetto e competizione, struggimento e disprezzo – si fece conoscere in tutto il mondo. Ventiquattro edizioni all'attivo e una miriade di premi, tra cui il prestigioso Pen/Hemingway Award. Di libri, ne seguirono altri come "Non conosco il tuo nome" – un romanzo sul matrimonio, la famiglia e sulle forze imprevedibili della natura e del desiderio – e "Svegliamoci pure, ma a un'ora decente", la storia di un dentista convinto di vivere un'esistenza insignificante nonostante l'amore, i soldi e il successo, tanto da ritenere che "niente è tutto se ciascuna cosa riesce perfettamente a occupare perfettamente il tempo soltanto per un certo periodo". Dubbi ed incertezze, desideri e privazioni, ma anche ansia, solitudine e fragilità degli uomini, unite alla loro incapacità di stare al mondo, sono al centro anche in "Invito a Cena", la sua prima raccolta di racconti che ha impiegato quindici anni per...

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