Julian Assange "rischia di morire in prigione", avverte il padre -2-

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Roma, 8 nov. (askanews) - La scorsa settimana, il relatore dell'Onu sulla tortura, Nils Melzer, ha espresso preoccupazione per lo stato di salute di Julian Assange, affermando che "la sua vita è in pericolo". Il fondatore australiano di Wikileaks è detenuto in una prigione di Londra da quando, lo scorso aprile, è stato arrestato dalla polizia britannica all'ambasciata dell'Ecuador dove si era rifugiato nel 2012. "Il suo stato d'animo non sembra essere negativo, ma è molto magro", ha testimoniato il padre. "Si era rianimato dopo un'ora insieme, ma quando arrivi ha la testa abbassata, decisamente depresso".

John Shipton ha dichiarato che non è giusto condannare qualcuno per aver rivelato dei crimini. "In tutti i Paesi che conosco, in Svezia, nel Regno Unito, in Australia e negli Stati Uniti, è un crimine nascondere dei crimini", ha detto. "Non puoi essere gettato in prigione per averli denunciati. È davvero uno scandalo".