Juve, tocca a Dybala: tra il rinnovo e un ruolo da leader al fianco di CR7

Nicola Balice

La Juve svolta, di nuovo al 4-3-3. E Paulo Dybala finisce in panchina. È stato così nelle passate settimane, nonostante un Gonzalo Higuain tutt'altro che esaltante, la sensazione è che per Maurizio Sarri con questo sistema di gioco servisse un centravanti puro. Poi c'è stata la Coppa Italia, poi il Brescia: in entrambe le occasioni proprio Dybala è stato tra i migliori, sia al fianco di Cristiano Ronaldo che dello stesso Pipita. Esame superato forse definitivamente, verso un mese già decisivo a cominciare dalla prima settimana: non tanto Spal, ma Lione e Inter rappresenteranno il primo vero spartiacque stagionale, per un motivo o per l'altro anche Dybala si giocherà tutto o quasi. Senza Higuain giocherà sicuramente a Ferrara, poi vorrà esserci a ogni costo anche per le altre due partite con quel rischio giallo da dover gestire contro la Spal. Tocca a lui, entrare per non uscire più, con quel piglio da leader che lo ha visto anche rispondere ai tifosi contro il Brescia

RINNOVO – Intanto procedono i contatti con la dirigenza bianconera per quel rinnovo di contratto che rappresenta allo stesso tempo una sorta di “risarcimento morale” per il trattamento della scorsa estate e un riconoscimento del suo status di superstar seconda solo a Cristiano Ronaldo. Un aumento dell'ingaggio fino alla doppia cifra e un ruolo da leader riconosciuto e riconoscibile, senza quelle voci di mercato che da sempre lo accompagnano. Un rinnovo in ogni caso complicato per gli ormai noti problemi della Joya legati al vecchio agente e ai diritti di immagine, che il suo entourage si augura di aver risolto o poter risolvere a breve. Fabio Paratici in tal senso si è esposto di recente, bastano un rinnovo e 90 gol per legarsi a vita alla Juve nel calcio d'oggi? Il tempo dirà la verità. Prima il campo però. Ed è lì che Dybala dovrà compiere il definitivo salto di qualità, la fase decisiva è iniziata.