A Kabul ripresi i voli per le evacuazioni, i talebani: amnistia generale

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Image from askanews web site
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Roma, 17 ago. (askanews) - Amnistia generale e colloqui tra talebani e altri leader politici per un nuovo governo "inclusivo", mentre riprendono i voli per le evacuazioni da Kabul: dopo una giornata di caos totale, a Kabul si cerca di riprendere il controllo della situazione e la via della normalità. Lo fanno gli americani, con la conferma che l'ambasciatore Ross Wilson non è partito e aiuta a coordinare le evacuazioni. Lo fanno i talebani, tentando di rassicurare gli ex funzionari dello Stato che temono la loro vendetta e la popolazione che non sa bene cosa aspettarsi dal ritorno al potere degli studenti coranici. Il presidente Usa Joe Biden ieri sera ha ribadito che non rivedrà la sua decisione di ritirare le truppe dall'Afghanistan e porre fine alla "più lunga guerra" americana, durata un ventennio e finita con un ritiro mal organizzato e l'implosione del governo e dell'esercito afgani appoggiato dall'Occidente. "Non è nel nostro interesse nazionale", ha detto Biden, in un discorso tutto rivolto ai cittadini americani, le preoccupazioni degli alleati lasciate sullo sfondo e per futuri confronti.

I voli militari per l'evacuazione di diplomatici e civili dall'Afghanistan stanno decollando stamattina da Kabul, ha riferito a Reuters un funzionario della sicurezza occidentale all'aeroporto, dopo la sospensione ieri a causa del caos scoppiato con l'afflusso di migliaia di persone che volevano tentare la fuga dal Paese. La pista e le zone asfaltate dell'aeroporto sono ora liberi dalla folla, ha detto il funzionario.

Intanto il leader dei talebani Amir Khan Muttaqi è a Kabul per negoziare con altri esponenti politici - tra cui l'ex capo del consiglio per la riconciliazione nazionale Abdullah Abdullah e l'ex presidente Hamid Karzai - la formazione di un nuovo governo. Lo ha riferito ad Associated Press un funzionario al corrente del colloqui, dietro garanzia di anonimato. Muttaqi è stato minsitro dell'Istruzione superiore per il governo talebano caduto con l'arrivo degli Usa nel 2001 e ha avviato contatti con diversi leader politici afgani anche prima che il presidente Ashraf Ghani abbandonasse Kabul nel fine settimana. La stessa cosa ha fatto Karzai, appoggiato in particolare dalla Russia.

Secondo il funzionario, i colloqui in corso mirano a portare altri leader non talebani al governo, in base alla promessa di creare una nuova squadra governativa "inclusiva". Per ora non sono chiari i tempi dei negoziati, i primi round sarebbero durati fino a tarda notte.

I talebani hanno annunciato stamattina "un'amnistia generale" ed esortano la popolazione afgana a "riprendere la vita quotidiana in totale fiducia": il messaggio è contenuto in un comunicato degli insorti di cui dà notizia Afp. Parole rassicuranti a cui dovranno seguire i fatti e che non possono far rientrare per ora i timori occidentali. Oltretutto, se l'esercito governativo afgano si è sfaldato prima di qualsiasi vero combattimento, nel Nord afgano la resistenza ai talebani potrebbe continuare e sfociare in un nuovo conflitto.

Ieri sera il presidente francese Emmanuel Macron ha detto che bisogna evitare che l'Afghanistan torni ad essere "un santuario del terrorismo" e ha lanciato un monito sulla presenza nel Paese centro-asiatico di gruppi terroristici che "cercheranno di trarre profitto dalla destabilizzazione". Macron ha anche parlato della necessità di trovare un accordo sui migranti che affluiranno inevitabilmente dall'Afghanistan. Argomenti che saranno al vaglio oggi della riunione straordinaria dei ministri degli Esteri Ue in videoconferenza. La cancelliera Angela Merkel ha poco velatamente criticato gli Usa per l'affrettato ritiro, ma ha anche detto che "tutti abbiamo sbagliato" in Afghanistan, procedendo in base ad errate valutazioni su quanto stava accadendo e sarebbe potuto accadere.

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