"Kabul sembra una città deserta". La testimonianza di Emergency

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AGI - Una città fantasma, con poche persone per strada e un gran numero di posti di blocco per controllare le non molte auto in giro. È la Kabul raccontata da Alberto Zanin, coordinatore medico dell'ospedale Emergency della capitale afghana, che ha offerto, tramite una videoconferenza, la sua testimonianza dal campo. 

"Rispetto a una settimana fa Kabul sembra vuota, non ci sono molte persone in giro, anche il traffico di mezzi è inferiore, la città è in ordine, andando in giro si vedono numerose camionette e numerosi posti di blocco", ha sottolineato Zanin. La situazione all'aeroporto e negli immediati dintorni, invece, "continua a essere caotica" e giungono diverse notizie di "sparatorie e feriti da calca". "Il resto della città è sicuro, la situazione è rimasta stabile nelle ultime 48 ore", ha proseguito Zanin, "nelle ultime 24 ore abbiamo ricevuto 15 pazienti, che è una media piuttosto bassa".

Per quanto riguarda le altre province, Zanin ha spiegato che "la cartina di tornasole nella situazione dei distretti sono gli arrivi nei posti di primo soccorso, dove vengono stabilizzati i feriti", e nei quali non si stanno registrando aumenti dei flussi. "A Lashkar Gah la situazione è molto più tranquilla", ha aggiunto Zanin, "nell'ultimo giorno sono stati ammessi cinque feriti". 

"Con i talebani un colloquio rispettoso"

Le nuove autorità afghane hanno garantito a Emergency la "massima cooperazione" e il personale femminile dell'Ong "continua a lavorare come sempre". "Ieri abbiamo avuto modo di incontrare l'attuale responsabile della sanità pubblica, che ci ha garantito la massima cooperazione del nuovo emirato islamico", ha proseguito Zanin, "non abbiamo un referente preciso con i talebani, abbiamo preso contatto con il dirigente che a noi più interessa, l'attuale responsabile della salute pubblica, che si è presentato come Omar, ma non sappiamo se sarà lui il ministro della Salute".

Il primo colloquio tra Emergency e gli studenti coranici "è andato molto bene, in maniera decisamente rispettosa da entrambe le parti", spiega Zanin, "non hanno alcuna intenzione di fermare la nostra attività, è stata riconosciuta l'importanza del lavoro che Emergency fa ormai da 20 anni in Afghanistan. Non siamo particolarmente preoccupati per la possibilità di fare il nostro lavoro".    

Difficoltà, osserva il cronista, potrebbero però giungere da uno scontro tra i talebani e la comunità internazionale che conduca a un blocco di fondi e aiuti all'Afghanistan. "Abbiamo preso in considerazione il problema, ora non ci sono particolari criticità ma abbiamo pensato a un'eventualità in cui potremmo far fatica ad approvvigionarci in modo sufficiente", ha risposto Zanin, "abbiamo aumentato il nostro stock in modo preventivo e abbiamo materiale per tre mesi nel caso si blocchino del tutto le forniture".

@cicciorusso_agi

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