Kaliningrad, la città da cui potrebbe partire attacco nucleare in Europa

Kaliningrad, la città da cui potrebbe partire attacco nucleare in Europa (Photo by Paulius Peleckis/Getty Images)
Kaliningrad, la città da cui potrebbe partire attacco nucleare in Europa (Photo by Paulius Peleckis/Getty Images)

Kaliningrad è una piccola exclave della Federazione russa che si trova tra Polonia e Lituania. Con una superficie di poco più di 15mila chilometri quadrati, rappresenta una regione molto importante per Putin, sia dal punto di vista economico, sia militare.

Kaliningrad dista circa 530 chilometri in linea d’aria da Berlino. Si pensa sia l’avamposto russo da cui potrebbero partire un attacco nucleare all’Europa e all’Occidente in caso si scateni un conflitto: un missile lanciato dall’exclave colpirebbe in pochissimi minuti le principali capitali europee.

Come il nuovo missile balistico intercontinentale Sarmat, capace di trasportare testate nucleari, sperimentato dalla Russia a fine aprile. La nuova arma di Mosca sarebbe capace di raggiungere Berlino in soli 106 secondi, mentre ne servirebbero pochi di più per raggiungere Londra (202) o Parigi (200).

Lo scoppio della guerra in Ucraina, seguita dall’annuncio di Svezia e Finlandia di voler entrare nella Nato e dalle tensioni con l’Occidente, ha convinto la Russia a continuare il riarmo nucleare di Kaliningrad, che in realtà è già iniziato da tempo.

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Già nel 2016, come riporta Linkiesta, i russi stavano preparando Kaliningrad per farla trovare pronta a un eventuale attacco. In quella data sarebbe iniziato lo spostamento dei missili Iskander a corto raggio con punta nucleare.

In un articolo del Guardian si sottolinea come nel 2018 la Russia aveva anche ristrutturato un sito di “deposito di armi nucleari” attivo nella regione di Kaliningrad, “noto come Kolosovka”.

A inizio febbraio poi un video pubblicato su Telegram mostrava l’atterraggio di un jet russo MiG-31K Foxhound che trasportava un missile d’attacco terrestre ipersonico Kinzhal. Come scrive Linkiesta, il Kinzhal ha una portata di 2 mila chilometri e può trasportare una testata nucleare da 500 kilotoni.

Infine a maggio l’esercito russo ha effettuato alcune esercitazioni con attacchi simulati di missili capaci di trasportare testate nucleari nell'exclave occidentale. A comunicarlo è lo stesso il ministero della Difesa in una nota, specificando che le unità di combattimento hanno anche effettuato "operazioni in condizioni di radiazioni e contaminazione chimica".

La Russia ha effettuato "lanci elettronici" simulati di sistemi di missili balistici mobili Iskander con capacità nucleare, spiega la nota del ministero. La simulazione ha riguardato attacchi singoli e multipli contro obiettivi come aeroporti e posti di comando di un finto nemico.

Un centinaio di militari si sono cimentati nella simulazione di lanci contro "sistemi missilistici, aerodromi, presidi, scorte di armamenti e posti di comando. Dopo aver completato i lanci elettronici tesi a scongiurare un potenziale contrattacco, le truppe hanno effettuato una manovra di ridispiegamento in una nuova aerea".

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