Kami, la prima influencer virtuale al mondo con la sindrome di Down

Kami, la prima influencer virtuale al mondo con la sindrome di Down
Kami, la prima influencer virtuale al mondo con la sindrome di Down

La prima influencer virtuale al mondo con la sindrome di Down è stata creata dalla Down Syndrome International (DSi) in collaborazione con l'agenzia creativa Forsman & Bodenfors Singapore e l'agenzia globale di modelle digitali The Diigitals.

Nonostante viviamo in una società sempre più connessa, il mondo digitale deve ancora abbracciare completamente la diversità. Gli avatar che ci permettono di scegliere un volto e un corpo "ideale" portano alla pesante sottorappresentazione e la ridotta visibilità delle persone con disabilità.

Down Syndrome InternationaI (DSi), Forsman & Bodenfors Singapore e The Diigitals hanno visto l'opportunità di rivoluzionare lo spazio digitale creando il primo influencer virtuale al mondo con la sindrome di Down.

Il suo nome è Kami, che è l'abbreviazione del nome Kamilah. Significa perfezione, ed è così che vogliono che il mondo la veda. Dando intenzionalmente la sindrome di Down a qualcuno che è universalmente conosciuta come "perfetta" nella sfera sociale, Kami sarà una potente rappresentazione che la sindrome di Down non è un difetto, o un errore, e che non ha bisogno di essere 'aggiustata'.

La missione di Kami inizia con un impegno: invitare le comunità e i brand più lungimiranti del mondo e marchi a cambiare in meglio lo spazio digitale e renderlo un luogo più amichevole e inclusivo per le persone che vivono con la sindrome di Down.

Affinché Kami fosse una rappresentazione veramente autentica delle vere donne con la sindrome di Down, un panel di oltre 100 giovani donne volontarie con sindrome di Down in tutta la rete globale DSi sono state consultate per collaborare alla sua creazione come modello virtuale - agendo come volti, fisici, gesti, voci e personalità che Kami incarnerà.

Il processo di creazione di Kami è stato in parte algoritmo, in parte artigianale. I ritratti delle oltre 100 donne con la sindrome di Down sono stati allineati, poi aggiunti a un programma di mediazione dei volti che alla fine ha prodotto un'unica immagine.

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