Karina Cascella non trova cuochi e camerieri per il suo ristorante: lo sfogo

Karina Cascella ristorante
Karina Cascella ristorante

Così come accade a tanti altri imprenditori del settore ristorazione, anche Karina Cascella non riesce a trovare cuochi e camerieri. L’ex opinionista di Barbara D’Urso ha dato la colpa di questa situazione al reddito di cittadinanza.

Karina Cascella, ristorante: niente cuochi e camerieri

Da qualche tempo lontana dal mondo dello spettacolo, Karina Cascella ha aperto un ristorante insieme al compagno Max e ad altri soci. Il locale si chiama Matambre e si trova a Bergamo, città dove l’opinionista si è trasferita da Milano per vivere h24 il grande amore della sua vita. Intervistata dal settimanale Nuovo, Karina ha ammesso di avere una grande difficoltà: non riesce a trovare cuochi e camerieri per il suo ristorante.

Lo sfogo di Karina Cascella

La Cascella ha dichiarato:

“Ho una difficoltà incredibile a trovare personale di sala e cuochi. Credo che la pandemia abbia portato anche chi lavorava nel settore da anni a scoprire il piacere della famiglia. Pare che nessuno voglia più lavorare nel weekend. Tanto c’è il reddito di cittadinanza…”.

Come denunciato da tanti altri imprenditore del settore ristorazione, anche Karina ha ammesso che non riesce a trovare personale. Nei ristoranti, infatti, si lavora specialmente durante il fine settimana. Poi, non esistono festività o vacanze estive. Insomma, i punti a sfavore di questo mestiere sono tanti, ma è pur vero che offre comunque uno stipendio, di questi tempi fondamentale per vivere in modo dignitoso.

Non solo Karina: altri imprenditori si lamentano

Oltre ai punti a sfavore, Karina ha portato a galla un altro problema: il reddito ci cittadinanza. Del suo stesso parere anche Flavio Briatore, che non riesce a trovare personale per i suoi locali. L’ex marito di Elisabetta Gregoraci ha sottolineato che il sussidio statale spinge i giovani a non cercare lavoro perché possono accontentarsi di quello che hanno. A rispondere agli imprenditori sono i sindacati, che puntano il dito contro di loro perché offrono contratti irregolari e compensi inadeguati. E’ per questo che, nel settore ristorazione, ci sono 390mila posti vacanti.

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