Kashmir indiano, sporadiche proteste e strade deserte: un morto

Kashmir indiano, sporadiche proteste e strade deserte: un morto

Srinagar, 7 ago. (askanews) – I poliziotti presidiano le strade vuote di Jammu, nello Stato del Jammu e Kashmir, e un manifestante è morto a Srinagar, capitale dello Stato nei mesi estivi, che sembra una città deserta. Durante alcuni tafferugli con la polizia un uomo si è gettato nel fiume Jhelum ed è morto, secondo una fonte anonima.

Si tratta della prima vittima da quando il governo nazionalista indù del primo ministro Narendra Modi ha preso al decisione di revocare con un decreto presidenziale l’autonomia costituzionale di Jammu e Kashmir, regione in preda a un’insurrezione separatista e che Islamabad rivendica.

Nonostante il gran numero di agenti dispiegati e i divieti di viaggio e di adunata, i residenti di Srinagar nelle ultime ore hanno organizzato sporadiche manifestazioni e si contano almeno 6 feriti, secondo fonti ospedaliere. Tre leader politici del Kashmir indiano – due ex capi di governo di Jammu e Kashmir e il leader di un partito regionale -sono stati trasferiti in un centro di detenzione ieri.

L’attivista del Kashmir Shehla Rashid, in un’intervista a France Presse, ha dichiarato:

“Il governo sta agendo in un modo che non ci si aspetta da un governo eletto. Il governo sta soffocando un’intera popolazione. Non sono nemmeno sicuri della legalità della loro decisione che devono imbavagliare un’intera popolazione, devono chiudere tutti i canali di comunicazione, tutti i leader sono agli arresti domiciliari e alla gente del Kashmir non permettono di contrastare questa situazione”.

Da quando è stato annunciato il decreto, il Kashmir è rimasto isolato dal mondo: tutti i mezzi di comunicazione sono stati bloccati dal governo indiano da domenica sera.