Kazakistan, dimissioni governo non riescono a placare proteste

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Manifestanti durante alcune proteste per l'aumento del prezzo del carburante ad Almaty

ALMATY (Reuters) - I manifestanti hanno preso d'assalto gli edifici pubblici della città più grande del Kazakistan, con le forze dell'ordine che hanno faticato a ristabilire il controllo dopo che il governo si è dimesso in risposta al malcontento del popolo per l'aumento dei prezzi del carburante.

Nel corso di una diretta Instagram di un blogger kazako si è assistito al divampare di un incendio nell'ufficio del sindaco nella città di Almaty, con spari udibili nelle vicinanze. I video pubblicati online hanno mostrato anche il vicino ufficio del procuratore in fiamme.

Sembrerebbe che i manifestanti abbiano sfondato i cordoni delle forze di sicurezza, nonostante l'utilizzo da parte di queste ultime di granate stordenti le cui esplosioni si sono sentite in tutto il centro città.

Il Kazakistan è una ex repubblica sovietica strettamente controllata che coltiva un'immagine di stabilità politica che contribuisce ad attrarre centinaia di miliardi di dollari di investimenti stranieri nelle industrie del petrolio e dei metalli del Paese.

Il presidente Kassym-Jomart Tokayev ha accettato le dimissioni del governo, dopo che ieri la polizia ha usato gas lacrimogeni e granate stordenti per allontanare centinaia di manifestanti dalla piazza principale di Almaty.

Un corrispondente Reuters ha visto oggi migliaia di manifestanti avanzare verso il centro di Almaty, alcuni dei quali su un grande camion, dopo che le forze di sicurezza non sono riuscite a disperderli con i gas lacrimogeni e le granate stordenti.

Atameken, lobby di affari del Kazakistan, ha detto che i suoi membri hanno riferito di casi di assalti a banche, negozi e ristoranti.

Il dipartimento sanitario della città ha comunicato che 190 persone hanno richiesto assistenza medica, di cui 137 sono poliziotti. Le autorità cittadine hanno invitato i residenti a rimanere a casa.

Il ministero dell'Interno ha detto che gli edifici governativi sono stati attaccati anche nelle città meridionali di Shymkent e Taraz durante la notte, con 95 poliziotti rimasti feriti negli scontri. La polizia ha fermato oltre 200 persone.

In un video pubblicato online si vede la polizia utilizzare un cannone ad acqua e granate stordenti contro i manifestanti davanti all'ufficio del sindaco di Aktobe, capitale di un'altra provincia occidentale del Paese.

CARBURANTE PIÙ COSTOSO

Le proteste sono partite dopo che a inizio anno il governo ha eliminato i controlli sui prezzi dei gas di petrolio liquefatti. Molti kazaki erano passati all'alimentazione a Gpl per le auto proprio a causa del suo basso costo.

Il governo ha detto che il prezzo regolamentato stava causando perdite per i produttori e doveva essere liberalizzato. Il presidente ha dichiarato che la mossa si è rivelata sbagliata.

Parlando ai membri del gabinetto, Tokayev ha ordinato loro e ai governatori provinciali di ripristinare i controlli sui prezzi del Gpl e di estenderli a benzina, diesel e altri beni di consumo "socialmente importanti".

Ha anche ordinato al governo di sviluppare una legge sulla bancarotta personale e di considerare il congelamento dei prezzi delle utenze e la sovvenzione dei pagamenti degli affitti per le famiglie più povere.

Il presidente ha affermato che la situazione sta migliorando nelle città interessate dalle proteste, anche ad Almaty e nella provincia circostante, dove le autorità hanno dichiarato lo stato di emergenza.

(Tradotto in redazione a Danzica da Michela Piersimoni, in redazione a Milano Sabina Suzzi, michela.piersimoni@thomsonreuters.com, +48 587696616)

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