Kazakistan, l'ordine del presidente: "Sparate a vista sui manifestanti"

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REUTERS/Mariya Gordeyeva
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Non si fermano in Kazakistan le proteste contro il Governo iniziate quattro giorni fa a causa dell'aumento delle tariffe del gas. Per riportare la calma, è stato reintrodotto un tetto al prezzo dei carburanti e il presidente Qasym-Jomart Tokayev ha annunciato una moratoria sugli aumenti delle tariffe dei servizi pubblici. Tokayev ha anche cercato di placare i manifestanti accettando le dimissioni del governo, ma ha usato toni duri contro quelle che ha definito "bande terroristiche" e ha chiesto aiuto a un'alleanza militare guidata dalla Russia. I militari russi sono già arrivati.

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Negli ultimi giorni sono stati uccisi almeno 26 manifestanti e più di 3mila persone sono state arrestate. Il presidente Tokayev ha ordinato ai militari "di sparare per uccidere senza preavviso" per sedare le rivolte. Ha aggiunto: "È iniziata un'operazione antiterrorismo. Le forze dell'ordine stanno lavorando sodo. L'ordine costituzionale è stato ripristinato in larga parte in tutte le regioni del Paese. Le autorità locali hanno il controllo della situazione". Il presidente ha poi liquidato come "sciocchezze" le richieste arrivate da Europa e Stati Uniti di aprire negoziati con i manifestanti. "Nessuna trattativa con criminali e assassini", ha detto.

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