Kazakistan, vice ministro Esteri: "siamo partner chiave dell'Italia in Asia centrale"

(Adnkronos) - "Il Kazakistan è il partner chiave dell'Italia in Asia centrale e siamo pronti a compiere sforzi congiunti per dare un nuovo slancio alla cooperazione tra i nostri Stati". Lo afferma in un'intervista all'Adnkronos il vice ministro degli Esteri kazako, Roman Vassilenko, all'indomani delle presidenziali in Kazakistan che hanno visto la conferma alla guida del Paese, con oltre l'80% dei consensi, di Kassym-Jomart Tokayev.

"Il Kazakistan è aperto al dialogo con il nuovo governo italiano. A sua volta, anche l'Italia è interessata ad approfondire i rapporti con il nostro Paese", prosegue Vassilenko, sottolineando come l'Italia sia il primo partner commerciale del Kazakistan in Europa e come l'obiettivo del governo di Astana sia "espandere ulteriormente la cooperazione" sia in ambito politico che commerciale, economico e di investimento, per intensificare l'interazione in settori chiave come energia, edilizia, infrastrutture, trasporti, comunicazioni, agricoltura, scienza e tecnologia.

"In 17 anni gli investimenti italiani nell'economia kazaka hanno superato i 7 miliardi di dollari. Alla fine dei primi nove mesi del 2022, il commercio totale tra il Kazakistan e l'Italia ammontava a 11,9 miliardi di dollari Usa. Sono 266 le aziende a partecipazione italiana che operano con successo in Kazakistan e più di 400 aziende italiane hanno rapporti commerciali con il Kazakistan", aggiunge il vice ministro, ricordando come siano stati conclusi più di 30 accordi tra istituti di istruzione superiore kazaki e italiani e come si preveda di aprire ad Almaty il primo centro culturale italiano in Asia centrale.

Quanto ai rapporti con l'Ue, Vassilenko spiega che lo sviluppo di un partenariato strategico è da sempre "una delle massime priorità di politica estera del nostro Paese" in quanto l'Unione Europea è uno dei maggiori partner commerciali e di investimento nell'ex repubblica sovietica, con più di 162 miliardi di dollari di investimenti fatti negli ultimi 17 anni. Europa a cui, rimarca, il Kazakistan si sta avvicinando anche con un pacchetto di riforme messe in campo da Tokayev per democratizzare il Paese. "Ma l'attuazione di riforme su larga scala volte alla democratizzazione della società non significa che il nostro Paese si avvicini a qualcuno o si schieri - puntualizza - Astana è in primo luogo guidata dai propri interessi nazionali nell'attuazione di queste riforme". (segue)

"In secondo luogo, a causa dell'interruzione delle catene di approvvigionamento globali di merci, il Kazakistan, in quanto ponte tra est e ovest e tra sud e nord, è pronto a utilizzare il proprio potenziale di trasporto e logistica per stabilizzare la situazione nei mercati mondiali ed europei. Un passo importante in questa direzione sarebbe lo sviluppo congiunto di corridoi transcontinentali alternativi, compresa l'integrazione del nuovo programma Eu Global Gateway con la rotta di trasporto internazionale transcaspica", precisa il vice ministro, evidenziando come il suo Paese abbia sempre svolto un ruolo importante come stato di transito nella regione. "Non è un caso - dichiara - che il presidente cinese Xi Jinping abbia annunciato per la prima volta la Belt and Road Initiative nel 2013 ad Astana".

"L'esportazione sicura e ininterrotta dei nostri prodotti nazionali è di grande importanza per noi. Ora è importante preservare la leadership del Kazakistan in Asia centrale e sviluppare il nostro Paese come hub di transito affidabile", chiosa Vassilenko, sostenendo che "siamo interessati ad approfondire un partenariato reciprocamente vantaggioso con l'Ue nel campo delle fonti energetiche rinnovabili, in particolare stabilendo una cooperazione sull'estrazione e la lavorazione dei metalli delle terre rare e dell'idrogeno verde".