Kentaro Kobayashi ultimo in ordine di tempo a finire sotto la lente degli organizzatori dei Giochi

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Kentaro Kobayashi
Kentaro Kobayashi

Tokyo 2020 incastrata fra timori da pandemia e tegole mainstream, ultima delle quali è caduta sul capo del direttore artistico della cerimonia di apertura che a suo tempo scherzò sull’Olocausto: l’uomo è stato licenziato. Lo annuncia, nell’imminenza della cerimonia inaugurale, il Tokyo Olympic organizing Committee, che ha dato un secco benservito al direttore della Cerimonia Kentaro Kobayashi. Perché? Perché nel 1998, in piena fregola creativa, aveva inserito in una sua commedia una battuta che gli 007 del “decoubertinismo” sono andati a stanare: “Giochiamo all’Olocausto”.

Tokyo 2020, scherzò sull’Olocausto: Kentaro Kobayashi è “fuori dai Giochi”

Tanto è bastato per mettere in moto l’inflessibile macchina organizzativa dei Giochi, su cui anche solo adombrare sospetti di comportamenti poco corretti è elemento sufficiente per far cadere teste. Il tutto in un paese molto sensibile sul tema, dato che durante la Seconda Guerra mondiale fu alleato della Germania nazista e non lesinò esso stesso perle di imperialismo violentissimo. Perciò l’annuncio della presidentessa del Comitato Seiko Hashimoto non ha stupito più di tanto. Come non hanno stupito tutti gli altri casi di potenziale imbarazzo mediatico segnalati e filtrati in questi giorni. L’ultimo in ordine di tempo prima del caso Kobayashi era stato quello di un compositore assoldato per la cerimonia di apertura.

Dopo il bullizzatore un altro “indegno” per Tokyo 2020 che scherzò sull’Olocausto

Si era poi scoperto che a suo tempo avrebbe bullizzato un compagno di classe, macchia questa che ha pesato sulla sua ingaggiabilità nell’inflessibile mood nipponico. E come se non bastasse in termini di danni di immagine ci si era messo in questi giorno perfino un alto papavero giapponese, anzi, a bene vedere il papavero più alto di tutti dello stato-arcipelago del Sol Levante: l’imperatore Naruhito. Secondo i media nazionali il sovrano ha annunciato il rifiuto di usare la parola “festa” nel momento in cui dichiarerà aperte le Olimpiadi.

Addio a Tokyo 2020 perché scherzò sull’Olocausto, intanto l’imperatore si schiera contro i Giochi

Perché? Perché Sua Maestà era ed è contrario alla decisione di tenere i Giochi nonostante la pandemia, ma essendo un regnante solo pro forma era stato scavalcato dal governo che, sia pur senza pubblico, aveva dato disco verde. Dal canto suo Thomas Bach, presidente del Cio, ha capito che a questo punto la sola arma è fare l’ottimista a tutti i costi e ha dichiarato: “Penso che la cerimonia di apertura delle Olimpiadi sarà un momento di gioia e sollievo. Una sensazione di sollievo perché la strada per questa cerimonia non è stata delle più facili. Il movimento olimpico è al centro della società e non viviamo in un mondo tranquillo, viviamo in un mondo molto fragile, dobbiamo reagire a questo e trovare la strada giusta per il movimento olimpico”. Chi lo ha capito ci scriva.

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