Kenya, rapimento Silvia Romano: portata in Somalia -2-

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Roma, 30 ago. (askanews) - Il processo sul rapimento di Silvia Romano è proseguito a Malindi, città costiera meta delle vacanze di numerosi italiani. In aula sono state mostrate le due motociclette impolverate usate per il blitz nel villaggio. Davanti alla Corte di Malindi sono comparsi i due imputati, Gababa Wariu e Moses Lwari Chende. Dopo l'arresto entrambi avevano ammesso le proprie responsabilità, collaborando con gli investigatori del Kenya.

Chende che viene ritenuto il basista del gruppo ora si trova in libertà. È tornato a casa dopo aver versato una cauzione di circa 25mila euro. Una cifra enorme per il Kenya, dall'origine misteriosa visto che la famiglie dell'uomo vive in povertào. Da dove arrivano i soldi? Di certo la banda ha pianificato il raid, ed era anche in possesso del denaro necessario per comprare le due moto. Tra i testimoni ascoltati in aula, ha parlato l'uomo che ha venduto i mezzi. Ha riconosciuto in Moses Lwari Chende uno degli acquirenti.

I carabinieri del Ros - coordinati dal pm Sergio Colaiocco - hanno avuto già tre incontri con gli investigatori locali. Allo stato, a Roma, si propende per un trasferimento in territorio somalo sono legati al fatto che prima e dopo il sequestro ci sono stati contatti telefonici tra gli autori materiali del rapimento e la Somalia. Poi c'è la fuga. La speranza è che la giovane, partita per aiutare i più poveri, sia viva e possa presto tornare in libertà. A Milano ed in altre città sono comparsi murales con la scritta 'Silvia libera'.