Kherson, la vita sotto i bombardamenti. Paura e pressione psicologica ogni giorno

Irina è un’insegnante di inglese. Vive a Kherson con la madre e una sorella. Ora pensa di andarsene via insieme alla sua famiglia. Come tanti altri abitanti è sopravvissuta a oltre 8 mesi di occupazione da parte dei russi. Ma ora la situazione è diventata insopportabile.

La città è regolarmente bombardata dalle truppe di Mosca ora ridistribuite a sud del fiume Dnepr, a pochi chilometri dal centro abitato. “Sono senza parole... senza parole, ci dice. "Non ho mai visto una cosa simile così da vicino. E non riesco ad abituarmi. E’ come un film.”

Mentre tentavamo di registrare un'intervista con Irina e sua figlia il sistema di difesa aerea dell'Ucraina ha intercettato tre razzi. Per evitare di sfidare la sorte, siamo fuggiti alla ricerca di un posto sicuro anche se è difficile ormai trovarlo qui a Kherson.

Molte persone stanno vivendo per la prima volta gli orrori dei bombardamenti: dicono che gli ucraini non hanno mai attaccato aree civili mentre cercavano di riconquistare la città. Irina ci spiega che dopo aver sopportato la pressione psicologica dell'invasione, ha pensato che non poteva in alcun modo abbandonare la propria vasa. Ma ora è cambiato tutto.

“Non abbiamo avuto luce per una settimana. Lunedì prossimo saranno tre settimane senza elettricità. All’inizio del conflitto non sapevo cosa fare. Non sapevo come vivere insieme ai russi. Io volevo vivere con il mio popolo. Gli ucraini. Ogni giorno salutavo i miei amici che avevano deciso di allontanarsi da Kherson. Non dimenticherò mai quello che ho provato. “

Ora la famiglia di Irina ha un solo pensiero: lasciare Kherson il prima possibile.