Kherson senza acqua né elettricità dopo il ritiro dei russi

Nella Kherson liberata le truppe ucraine sgomberano gli edifici abbandonati dai russi. È una bonifica metro per metro: l'obiettivo è quello di rendere sicure abitazioni e strutture della città.

Gli abitanti hanno festeggiato la fine dell'occupazione, ma con la distruzione di elementi essenziali come le reti idriche, la vita quotidiana è diventata un inferno.

"Posso dire che abbiamo a che fare con una catastrofe, non abbiamo né acqua, né elettricità, né riscaldamento. Siamo costretti in qualche modo a farcela - dice una residente di Kherson, che aggiunge: "È un vero peccato che i miei figli debbano affrontare queste situazioni. Ho due bambini piccoli e non siamo riusciti a partire. Ma, grazie a Dio, siamo tutti vivi e la nostra casa non è danneggiata".

I tecnici ucraini stanno cercando di riparare la centrale elettrica che in passato riforniva la sponda destra della regione di Kherson.

Il capo del servizio di fornitura di energia dell'Ucraina ha descritto la devastazione delle infrastrutture come "la conseguenza della rabbia impotente degli occupanti prima di fuggire".

Dopo una visita a sorpresa alla città appena liberata, il presidente ucraino Zelensky ha rilanciato la sua accusa contro Mosca nel suo discorso notturno: "Distruggono tutto - ha detto - questa è la loro cosiddetta operazione speciale".

Una nuova risoluzione delle Nazioni Unite chiede che la Russia sia chiamata a rispondere delle sue azioni ed è stata sostenuta da 94 dei 193 membri dell'Assemblea generale. La risoluzione afferma che la Russia "deve sostenere le conseguenze legali di tutti i suoi atti illeciti a livello internazionale".
Il documento sollecita la creazione di un registro internazionale per documentare le richieste di danni, perdite o lesioni agli ucraini causati dalla Russia.