Kiev, la denuncia dei medici: "Black out in sala operatoria"

Più della metà degli abitanti di Kiev restano senza corrente elettrica, due giorni dopo i bombardamenti russi contro la rete di distribuzione. Per il sindaco della capitale ucrainia, Kilitschko, solo un terzo delle case può disporre del riscaldamento domestico. Secondo l'amministrazione cittadina, in giornata potrebbe essere ristabilita la fornitura a tutte le residenze, sebbene in modalità razionata.

Le continue interruzioni generalizzate ormai in tutto il paese, creano disagi di vario genere, e nel caso degli ospedali impediscono attività di primaria importanza. Borys Todurov, chirurgo, racconta il black out avvenuto per cause sconosciute mentre in sala operatoria ci si preparava a intervenire su un bambino.

Intanto a Kherson, da dove i russi si sono ritirati nei giorni scorsi, la guerra continua, e molti residenti cercano di mettersi al sicuro. Un testimone parla di quattro bombe cadute vicino alla sua casa, e spiega di essere intenzionato a cercare rifugio in Polonia insieme alla figlia.

Nelle ultime ore tiri dell'artiglieria russa hanno colpito edifici residenziali e centri commerciali, causando quattro morti e un numero imprecisato di feriti.