Kiev, Regionali e Pnrr. Il 2023 nell'agenda del governo Meloni

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AGI - E ora comincia la navigazione. Non che fino a qui si sia perso tempo e, anzi, poco dimostra tratti 'politici' come la Legge di Bilancio che ha tenuto la scena fino a pochissimi giorni fa, ma, un po' perché le scelte finiscono per essere praticamente obbligate per tutti, un po' perché il governo si è trovato davanti a un 'pronti via' letteralmente mai toccato prima ad altri esecutivi - perché mai si era votato a settembre - l'accelerazione è stata piuttosto brusca e quasi monotematica nell'assorbire l'agenda dell'ultima fase dell'anno.

E, dunque, dei primissimi mesi di questo governo. Il 2023 di Giorgia Meloni a Palazzo Chigi si apre allora come il primo tratto di navigazione in acque libere, superate le rapide della manovra. Acque libere e, come per tutti nelle cose umane, ancora da mappare ma pur sempre con alcune coordinate che già cominciano a definirsi, non solo quanto ai temi generali, ma anche con scadenze e appuntamenti fissati.

Nel corso di una telefonata al Presidente Mattarella, che ha seguito il messaggio di Capodanno, il Presidente @GiorgiaMeloni ha espresso gratitudine per l'incoraggiamento a governare con la responsabilità che la difficoltà del momento esige.
La nota ⤵️https://t.co/02X4HILWS3

— Palazzo_Chigi (@Palazzo_Chigi) December 31, 2022

La prima questione è legata alla guerra in Ucraina, perché quello sarà un tema che scalerà ancora l'ordine del giorno di ogni Cancelleria fino a quando non si raggiungerà una pace, e perché il presidente del Consiglio andrà a Kiev. Lo ha confermato la stessa Meloni nel corso della conferenza stampa di fine anno, offrendo anche una data, anche se solo limite e solo indicativa, perché missioni del genere si annunciano solo nell'immediatezza. Quel viaggio si farà a breve e comunque entro il 24 febbraio, data densa di significati quant'altre mai perché segna un anno esatto dall'invasione russa. Data simbolica, allora, ma forse anche momento per cominciare a capire più nel concreto quanto ancora sarà lunga la notte.

Fino a quando non arriverà la pace, e quindi la fine delle sofferenze di un popolo, si tratterà di gestire il sostegno, anche e non solo militare, all'Ucraina e le ripercussioni che il conflitto scarica sull'economia. Dopo, si tratterà di ricostruire, accogliere, rimodulare aiuti e solidarietà. Di ben diverso tipo ma altrettanto ravvicinata è un'altra scadenza, tutta nostrana.

Sempre a febbraio, ma il 12 e 13 si voterà in Lombardia e Lazio. Elezioni amministrative ma date ugualmente segnate in evidenza sull'agenda di Palazzo Chigi perché, ha riconosciuto Meloni stessa, ogni elezione ha un valore di test per chi governa. Specie in due Regioni simbolo e soprattutto quando si tratta di saggiare non solo le capacità di reazione delle opposizioni alla sconfitta alle politiche di settembre ma anche la presa di un alleato, alla luce dello stesso risultato, sul suo partito. Insomma, la tenuta della Lega e della leadership di Matteo Salvini, e le potenziali ripercussioni sulla tenuta della maggioranza.

L'anno nuovo, neanche a dirlo, porterà poi un nuovo step nella gestione di quella sigla che gli italiani hanno imparato a conoscere: il Pnrr. Dopo la fase dei 'compiti a casa', con la presentazione dei progetti e il completamento del lavoro impostato dal governo Draghi, ora arriva quella della fatidica 'messa a terra', brutta espressione che in italiano corrente significa aprire i cantieri e farli lavorare. E qui si torna al rapporto con l'Ue, imprescindibile e però declinato, rivendica Meloni, in modo da riuscire a fare comprendere che quello che già le conseguenze del Covid rendevano complicato ora fa i conti con un'economia stravolta dalle conseguenze della guerra in Ucraina.

A cominciare dal costo dell'energia e l'effetto domino di aumenti alle stelle. E senza tacere che, almeno al passaggio dal vecchio al nuovo anno, l'ombra lunga del Covid continua a suscitare nuovi interrogativi su gestione dell'esistente e potenziali nuove emergenze.