Kim Jong Un ha sempre rifiutato le forniture e nello stato africano le autorità non collaborano

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Il dittatore nord coreano Kim Jong Un
Il dittatore nord coreano Kim Jong Un

Sono Corea del Nord ed Eritrea i due paesi che ancora non vaccinano contro il Covid. Distanti geograficamente e politicamente, le due nazioni sono accomunate da un dato politico: chi tiene le loro redini non collabora con l’Oms e rifiuta le forniture di vaccino contro il coronavirus. I dati dell’Organizzazione Mondiale della Sanità lo dicono chiaramente: in Corea del Nord ed in Eritrea la pandemia non viene affrontata e i rischi, nazionali e planetari, sono altissimi.

I due paesi che ancora non vaccinano contro Covid sono uno in Asia e l’altro in Africa: e sono dittature

Da Pyonyang continuano a ripetere che la pandemia nel paese non è mai arrivata, perciò l’unico argine sono le tremende restrizioni di un paese che sul tema è tristemente maestro. E in Eritrea? Con la quarta ondata in atto le autorità del paese non sono per nulla propense a collaborare con gli organi di assistenza internazionale. Nel mese di settembre Kim Jong Un aveva rifiutato poco meno di 3 milioni di dosi del vaccino cinese Sinovac.

Il caso della Corea del Nord, uno dei due paesi che ancora non vaccinano: milioni di dosi rifiutate in sei mesi

Le offriva l’Unicef nell’ambito del programma COVAX. E non era stato il primo rifiuto: a giugno 2021 il paese aveva rifiutato circa 2 milioni di dosi AstraZeneca per timore di effetti collaterali. Poi era arrivara l’offerta della Russia con il suo Sputnik V ma di quella transazione si sa pochissimo. COVAX ha in serbo 4,73 milioni di dosi AstraZeneca da destinare alla Corea del Nord, che però continua a sembrare restia ad accettarle.

Non solo crisi sanitaria ma anche collasso economico per i due paesi che ancora non vaccinano

La Corea del Nord aveva combattuto i contagi chiudendo i confini e rinunciando ai mercati del suo unico interlocutore commerciale, la Cina. Il solo risultato è stata una crisi economica senza eguali, con i cittadini costretti a due pasti al giorno invece dei tre della consueta regola. E al di là dell’allarme sanitario gli analisti internazionali ne hanno lanciato un altro: con lo stato di cose attuale la Corea del Nord potrebbe non reggere e collassare entro l’anno in corso.

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