Kishida dal Papa: uniti per un mondo senza armi nucleari

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Roma, 4 mag. (askanews) - Il primo ministro giapponese Fumio Kishida è di Hiroshima, la prima città al mondo a essere colpita da un bombardamento atomico, seguita poi dalla sola Nagasaki. Quindi, in un momento particolare in cui la guerra in Ucraina ha portato di nuovo a evocare il terrore nucleare, l'incontro odierno del capo del governo nipponico con papa Francesco ha assunto un valore del tutto peculiare. Bergoglio - che è a sua volta il primo papa della storia proveniente dalla Compagnia di Gesù, un ordine con un forte rapporto storico con il Sol levante - ha colto l'occasione per rilanciare il suo appello all'abolizione delle armi atomiche.

L'incontro tra il Papa e Kishida è iniziato alle 8.20 ed è durato mezz'ora. Poi il capo dell'esecutivo di Tokyo - che è stato anche in passato il più longevo ministro degli Esteri del dopoguerra per il Giappone - ha visto il segretario di stato vaticano cardinale Pietro Parolin.

Il Papa è stato esplicito sulla questione delle armi atomiche: il possesso o l'uso di armi nucleari è oggi più che mai "inconcepibile", ha detto secondo quanto riferito dal direttore della Sala Stampa della Santa Sede, Matteo Bruni.

Kishida, dal canto suo, ha ringraziato Francesco per aver visitato il Giappone nel 2019 ed essersi recato a Hiroshima e a Nagasaki, colpite dalle bombe atomiche, oltre a esprimere la sua intenzione di collaborare con la Santa sede per realizzare un "mondo senza armi nucleari", citando il messaggio per l'abolizione delle armi nucleari del Papa, rimasti profondamente impressi nel cuore di molti cittadini giapponesi.

Il Giappone è vincolato dalla sua Costituzione, entrata in vigore nel 1947, alla pacifica coesistenza con gli altri paesi e a non detenere apparati militari offensivi. Segue così una politica basata sui cosiddetti "Tre principi non-nucleari" (Hikaku san-gensoku): non produrre, non possedere e non consentire l'introduzione di armi nucleari nell'Arcipelago nipponico. Le ultime armi atomiche presenti in Giappone furono portate via da Okinawa quando l'isola fu restituita al Sol levante dagli Stati uniti nel 1952.

Negli ultimi tempi, tuttavia, si sono elevate all'interno del paese voci le quali sostengono che Tokyo dovrebbe guardare con maggiore realismo al contesto di sicurezza globale e aprirsi a un principio di "nuclear-sharing", ospitando armi nucleari Usa. A proporlo esplicitamente è stato l'ex primo ministro Shinzo Abe. "Nella Nato Germania, Belgio, Olanda e Italia prendono parte al 'nuclear sharing', ospitando armi nucleari americane", ha affermato l'ex capo di governo."Dobbiamo capire - ha aggiunto - come la sicurezza viene mantenuta nel mondo e non considerarlo un tabù, ma parlarne in una discussione aperta".

Questa ipotesi, tuttavia, per il momento non è considerata dall'esecutivo di Tokyo che, per quanto riguarda l'evoluzione del suo approccio di difesa, guarda alla situazione globale. Per quest'anno è prevista la pubblicazione della nuova strategia di difesa nipponica, che dovrà prendere in considerazione l'accresciuta minaccia russa, l'assertività cinese anche in relazione alle questioni di Taiwan e del Mar cinese meridionale, e la rinnovata aggressività nordcoreana.

Nell'incontro odierno il Papa e Kishida hanno condiviso una ferma condanna per l'uccisione di civili innocenti ed entrambi si sono dimostrati uniti nella determinazione a porre fine alla tragica invasione e a ristabilire la pace. Inoltre, il capo del governo di Tokyo, menzionando il lancio del missile balistico verso il Mar del Giappone effettuato anche oggi dalla Corea del Nord, ha manifestato preoccupazione per le attività di Pyongyang in materia di esperimenti missilistici e di armi nucleari, e ha rivolto un appello alla comprensione e collaborazione del Papa per una rapida soluzione al problema dei rapimenti di cittadini giapponesi perpetrati dalla Corea del Nord negli anni '70 e '80.

Il capo del governo giapponese si è detto onorato di aver potuto incontrare Francesco in occasione dell'80mo anniversario dell'instaurazione delle relazioni diplomatiche fra i due Paesi. Avendo appreso che in passato Bergoglio ha nutrito il desiderio di svolgere attività missionaria in Giappone, seguendo l'esempio del missionario gesuita San Francesco Saverio (1506-1552), il Kishida ha ringraziato papa Francesco, per la particolare considerazione nei confronti del proprio paese.

Nel colloquio con Parolin, inoltre, Kishida ha manifestato profonda preoccupazione per quelli che ha definito tentativi unilaterali di sovvertire lo status quo con la forza nel Mar Cinese Orientale e nel Mar Cinese Meridionale, nonché per la situazione dei diritti umani a Hong Kong e nella regione cinese dello Xinjang, dove la minoranza uiguro-musulmana è repressa.

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