Kit di sopravvivenza per la fine del mondo. Cosa metterci

Gaia
I fatti dell'anno
30 novembre 2012

Gaia, 29 anni e una missione: sopravvivere alla fine del mondo profetizzata dai Maya. Ha tempo fino al 21 dicembre per scoprire tutto quello che può sulla fine del mondo, capire cosa c'è di vero e, in caso di necessità, come mettersi in salvo.

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Ecco cosa manca alla bibliografia della Kinsella: un bel romanzo con la sua protagonista shopaholic che si scatena alla caccia delle attrezzature più trendy, gettonate o utili in caso di fine del mondo. I love shopping in Doomsday, per esempio.

Just in case, come dicono negli States.Non si sa mai, dico io: non si può arrivare al giorno del giudizio impreparati. Metti che uno sopravvive, è bene sapere cosa potrebbe servire per affrontare condizioni estreme.

Così, ho cominciato a spulciare su Ebay. Tanto per cominciare, a 9,95 dollari ho trovato un corso di sopravvivenza base in cd-rom. Non male. Dovrei guardarlo, prima di decidere cos'altro comprare, ma facendo un paio di visite mirate online sulla base della divisione in capitoli del corso, cui posso accedere prima di completare l'acquisto, mi faccio un'idea di quel che mi serve.

Partiamo dai generi alimentari? Sarà anche la cosa meno affascinante, ma non si può proprio far senza. Acqua. Acqua in abbondanza, tanta acqua (anche se i 4, 5mila litri del signore del bunker mi sembrano un po' eccessivi). E poi, dove metterla? E' pericoloso tenerla stagnante, ma non è che si possa far diversamente. Sicuramente servirà un depuratore per l'acqua: 99 euro, il modello base, più i filtri. Meglio abbondare, con quelli. Ah già, ma come lo alimento? Cerchiamo un generatore di corrente. Ce n'è uno a 125 euro. Però serve anche la benzina per farlo funzionare, e i fusti per contenere la benzina. Va be', a quelli penso dopo, ché il prezzo della benzina, nel frattempo, magari scende.

Poi ci vuole del cibo che non si deteriori: tante scatolette di legumi, cibi preconfezionati, precotti, liofilizzati. Surgelati? No, meglio di no, altrimenti dovrei comprare un surgelatore enorme. E le barrette energetiche. Certo! Cibi sostitutivi, che occupano poco spazio e non vanno a male. Se ne trovano in confezioni da 120 pezzi a circa un euro al pezzo. Quante ne serviranno? 50? 60 confezioni?

Però la parte alimentare, con tutte queste limitazioni, è un po' noiosa. Vediamo l'abbigliamento. Accessori: un paio di splendidi occhialoni vintage contro i raggi UVA a soli 133,99 dollari: sembrano persino trendy. Una maschera antigas sovietica a 45 dollari. Se invece volessi affidarmi a un design più moderno, NATO, diciamo, dovrei pagare 400 dollari minimo. L'ex-URSS va benissimo.

Per le tute antiradiazione, la schermatura migliore al prezzo più conveniente sembrerebbe offrirla un prodotto cinese (ti pareva!). Costa intorno ai 500 dollari, ma bisogna acquistarne almeno 10, color argento. Certo, non è che siano molto eleganti, e come minimo bisogna fare un gruppo d'acquisto, però garantiscono una protezione integrale, dalla testa ai piedi. E alla fine del mondo non è che si possa badare troppo alla moda. Scopro, però, che ci sono anche canotte antiradiazione premaman, per tenere al sicuro il tuo bambino, casomai fossi incinta. Non si può mai dire: mettiamo nel carrello anche quelle.

Medicinali? Ma certo, come se piovesse: paracetamolo, antipiretici generici, garze e cerotti. Qualche antibiotico, della crema solare e della crema doposole, un kit per il prontosoccorso generico, cerotti, garze, disinfettante. E chissà quante e quali malattie potrebbero venirmi. Meglio non pensarci.

Ci vuole un kit telefonico per comunicare con l'esterno dal bunker o dal rifugio. Sì, perché se sopravvivo, bisogna dare per scontato che io abbia trovato un posto dove stare. Anche se... se finisse il mondo, non ci sarebbe un esterno. Ma va be', non si sa mai, magari sopravvive qualcun altro. 225 dollari per il kit militare. Non è tanto. E poi dei walkie talkie.

I contatori Geiger per eventuali radiazioni, anche quelli si trovano su Ebay. In vendita ad una base d'asta che va da 14 a 750 dollari. Come sempre penso che una soluzione intermedia possa essere la migliore, considerato il rapporto qualità prezzo.

La bussola potrebbe tornare utile? Forse, anche se con l'inversione dei poli sarebbe più difficile orientarsi.

Un coltellino multiuso. 30 dollari. E poi una pila a manovella. E i pannelli solari da zaino. E le cose a cui non penseresti lì per lì: fiammiferi. Tanti fiammiferi. Candele, borracce, scarpe anfibie. Qualche libro per passare il tempo? Sì, ma per carità non della Kinsella. E come spostarsi? Meglio la bicicletta, così non si dipende dalla benzina (eccola che ritorna) oppure, come suggeriscono i più estremi, veicoli da blindare e a cui aggiungere comodi cingolati per muoversi su qualunque terreno?  E quanto costerà, un cingolato? Non sarà mica come mettere le gomme invernali, mi sa.

Insomma, alla fine della ricerca estenuante, mi trovo a fare i conti. Sopravvivere costa più del previsto. E non sono sicura di aver preso tutto.


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Le puntate precedenti:

1 dicembre: Facciamo il punto: a quale profezia credere

2 dicembre: Fine del mondo, tutte le teorie (e le smentite)

3 dicembre: Prenoto un viaggio a Bugarach, il paese dove il mondo non finirà

4 dicembre: Provo a entrare in contatto con un vero Maya! Cosa ne pensano i discendenti della profezia?

5 dicembre: Provo a costruirmi un bunker! Ma quanto costa...

6 dicembre: Ho trovato qualcuno che si prepara seriamente alla fine del mondo!


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