Knesset boccia il compromesso, Israele verso voto a marzo

Cecilia Scaldaferri
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AGI - Israele si avvia verso le quarte elezioni nel giro di due anni: nella notte, la Knesset ha bocciato con 47 voti a favore e 49 contrari la proposta di compromesso avanzata dalla coalizione di governo, dopo che i colloqui tra i due leader, Benjamin Netanyahu e Benny Gantz, erano finiti in un vicolo cieco.

Contro il disegno di legge, che rinviava alla fine di dicembre la scadenza per approvare il bilancio 2020 e al 5 gennaio quello del 2021, si sono espressi a sorpresa anche quattro deputati della coalizione di governo, tre di Blu e Bianco - Asaf Zamir, Ram Shefa e Miki Haimovich - insieme a Michal Shir del Likud, mentre Sharren Haskel non si è presentata a votare.

Shir, dopo il voto, ha postato un messaggio su Twitter, annunciando che lascerà il partito del premier per passare alla nuova formazione politica 'New Hope' lanciata da Gideon Sa'ar, ex alleato di Netanyahu e oggi suo principale avversario.

"Sono in pace con la mia decisione di fare almeno quello che posso per mettere fine a questa visione imbarazzante di un governo bloccato e in conflitto che tiene un intero Paese in ostaggio per questioni di seggi", ha spiegato la parlamentare conservatrice. Anche la Haskel sembra che lascerà il Likud per New Hope

Gli ultimi sondaggi segnalano un rafforzamento dei partiti conservatori a scapito del centro-sinistra: Blu e Bianco di Gantz è in caduta libera e conquisterebbe solo 5 seggi (rispetto ai 33 ottenuti alle elezioni di marzo), poco al di sopra della soglia di sbarramento della Knesset.

Anche il Likud soffrirebbe una perdita di consensi, ma molto più contenuta, passando da 36 a 28, mentre il nuovo partito di Sa'ar viene dato a 19-20 seggi.