Kowloon City la città ora abbandonata sede della malavita cinese

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Kowloon City
Kowloon City

Smantellata nel 1993, Kowloon Walled City è stata la città a maggior densità di popolazione del pianeta. Una città che era arrivata a una densità abitativa di 1.225.000 persone ogni km quadrato a fronte di una Hong Kong con densità di 6500 abitanti ogni km quadrato.

La città abbandonata di Kowloon City

Kowloon City risale all’anno 1000 come cittadina conosciuta per il commercio del sale. Fino agli anni ’50 Kowloon City ha avuto 2mila abitanti e poi ha subito un boom senza precedenti diventando capitale della Cina di prostituzione, gioco d’azzardo e di traffico di droga.

città abbandonata dall'alto
città abbandonata dall'alto

Una cittadina dalla struttura perfetta per la mala vita dato il caos architettonico caratterizzato da palazzine talmente fitte da non fa passare neanche la luce naturale costringendo i residenti a dover tenere la luce accesa quasi tutto il giorno. Cittadina divenuta quartier generale dei rifugiati. I palazzi ammassati di Kowloon City non superavano il 14esimo piano perché la cittadina si trova nei pressi dell’aeroporto Kai Tak. Palazzi di cui il 60%, aveva appartamenti di 23 metri quadrati, tetti invasi da antenne, serbatoi d’acqua e da spazzatura. Oggi città fantasma.

Una particolarità della cittadina era che vi si poteva passeggiare senza mai scendere ai piani bassi perché dotata di passerelle sopraelevate che la percorrevano in tutte le direzioni.

negozi chiusi
negozi chiusi

Uno spaccato dell’atmosfera di Kowloon City ce lo rivela il libro City of Darkness del poeta e saggista Leung Ping-kwan: “Qui, le prostitute si sono installate su un lato della strada mentre un prete predicava e distribuiva il latte in polvere ai poveri dall’altro; gli assistenti sociali davano indicazioni mentre i tossicodipendenti si accovacciavano sotto le scale alzandosi; quelli che di giorno erano centri di giochi per bambini sono diventati luoghi di spettacoli di spogliarello di notte. Era un luogo molto complesso, difficile da generalizzare, un luogo che sembrava spaventoso ma dove la maggior parte delle persone continuava a condurre una vita normale. Un posto proprio come il resto di Hong Kong”.