"L’adolescente è in grado di autodeterminarsi in legami affettivi"

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L’adolescente è in grado di autodeterminarsi e quindi deve poter scegliere se trascorrere del tempo nella casa dei genitori della persona con cui ha un legame sentimentale. E’ il principio sancito dal Tribunale per i minorenni di Caltanissetta, che con un decreto (Giudice estensore Alessandra Gatto, Presidente Antonino Liberto Porracciolo) è intervenuto sul caso di una ragazza sedicenne, ospite da anni in una comunità, che ha chiesto ai servizi sociali di essere autorizzata dal tribunale a frequentare la famiglia del suo ragazzo, ormai divenuta per lei un vero e proprio punto di riferimento, nonostante il parere contrario di suo padre. 

Una volta effettuati tutti gli accertamenti previsti e raccolte informazioni dai servizi sociali, il tribunale ha autorizzato la giovane “a permanere, durante i fine settimana e senza pernottamento”, presso l’abitazione della famiglia del ragazzo, incaricando i servizi sociali del Comune e il responsabile della struttura ospitante di vigilare su questa autorizzazione. Nel dispositivo del provvedimento, i magistrati di Caltanissetta sottolineano che il minore è “titolare del diritto all’autodeterminazione, riconducibile ai diritti della personalità. Invero, il nostro ordinamento riconosce anzitutto al minore il diritto non solo di esprimere la propria volontà ma di effettuare le proprie scelte di vita, prevedendo in capo ai genitori il dovere si sostenere i figli sia sotto il profilo materiale che morale”.  

Nel decreto vengono elencate diverse norme che richiamano il concetto di autonomia dell’adolescente e che gli riconoscono una certa autonomia decisionale. Come ad esempio “l’art. 84 c.c. riconosce al minore che ha compiuto i sedici anni il diritto a contrarre matrimonio, qualora vi sia stata l’autorizzazione del Tribunale a seguito dell’accertamento della sua maturità psico-fisica e della fondatezza delle ragioni addotte” oppure “l’art. 252 c.c. subordina l’autorizzazione all’inserimento del figlio nato fuori dal matrimonio nella famiglia legittima di uno dei genitori all’accertamento, da parte del giudice, del consenso dei figli conviventi che abbiano compiuto il sedicesimo anno di età”. 

Da queste disposizioni emerge per i giudici minorili di Caltanissetta "una generale libertà del figlio adolescente anche nei confronti del genitore in ordine alla gestione della sua vita personale e il relativo dovere dei genitori di supportare i figli". I magistrati ricordano che “la selezione delle amicizie e l’instaurazione di legami affettivi da parte dei figli minori deve considerarsi espressione di quella autodeterminazione di cui il minore è titolare tenuto conto dell’età e del grado di maturità dello stesso”.  

Nel caso in questione “appare pregiudizievole per la giovane, sedicenne, la condotta posta in essere dal padre della stessa volta a impedire a quest’ultima, senza giustificato motivo, l’interruzione di un legame sentimentale importante per la ragazza apparsa matura e in grado di autodeterminarsi. Al riguardo anche la famiglia del fidanzato della minore rappresenta un punto di riferimento per la giovane con la quale sussiste un forte legame affettivo, secondo quanto riferito dalla minore agli operatori, dai Servizi Sociali e dal Curatore Speciale”. 

Appare quindi ai giudici “conforme all’interesse della ragazza autorizzare la stessa a permanere, durante i fine settimana e senza pernottamento” presso l’abitazione della famiglia del suo ragazzo.