L’agghiacciante racconto della 67enne molisana tenuta in prigionia da fratello e cognata

La vasca per i panni che la donna doveva usare come lavabo
La vasca per i panni che la donna doveva usare come lavabo

Nuovi e terribili particolari emergono sulla vicenda della donna segregata in casa per 22 anni: “Mi lavavo una volta al mese, mi prendevano a calci e schiaffi”. L’agghiacciante racconto della 67enne molisana tenuta in prigionia da fratello e cognata a Casalciprano dopo che per sopravvenuta vedovanza era andata a vivere con loro è fatto di frasi smozzicate e quasi incredule raccontate ai carabinieri che l’hanno liberata.

La vittima: “Mi prendevano a calci e schiaffi

Ha spiegato secondo il Corriere della Sera la vittima: “Non mi facevano fare nemmeno il bagno e potevo lavarmi una volta al mese nella vasca del bucato. Se parlavo mi prendevano a schiaffi e calci”. La donna ha proseguito: “Mangiavo ciò che mi davano, richieste fatte a voce dalla finestra. D’inverno, per riparami dal freddo, usavo delle coperte”. E ancora: “Poi indossavo gli abiti che avevo con me quando mi trasferii. La televisione? No, non c’era”.

“Siete davvero venuti a liberarmi?”

E quando i militari del comando compagnia di Bojano sono arrivati a salvarla dopo la segnalazione giunta da una lettera anonima in Comune la 67enne quasi non ci credeva: “Ma davvero siete venuti qui per liberarmi? Io in questo posto non voglio più starci”.  carabinieri avrebbero riferito che la donna era “terrorizzata, con gli occhi sgranati, il corpo esile e sulle prime non voleva parlare”.

Il sindaco: “Orgoglioso dei servizi sociali”

Ed il sindaco di Casalciprano e vicepresidente regionale dell’Anci Eliseo Castelli si è detto “rasserenato per il fatto che questa vicenda è emersa e che a questa donna è stata ridata la libertà”. E ancora: “Sono orgoglioso perché sono stati i nostri servizi sociali ad avere preparato la relazione che ha permesso di avviare gli accertamenti ufficialmente. Faccio il sindaco da 12 anni ma ricordo di averla vista solo qualche volta, da giovane. Poi non ho più saputo nulla di lei”.