L’Amazzonia è vicina al punto di non ritorno?

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Milano, 5 nov. (askanews) – L’Amazzonia è sul punto di morire? La più grande foresta tropicale al mondo è fra le zone considerate più critiche per il Pianeta: i danni se sparisse sarebbero incalcolabili, come quelli provocati dallo scioglimento dei ghiacciai. Il punto di non ritorno, oltre al quale il cambiamento dell’ecosistema diventa irreversibile, corrisponde al 25% di deforestazione. Siamo al 18.

“In certi luoghi l’Amazzonia smette di essere una regione che assorbe l’anidride carbonica dall’atmosfera per diventare una regione che emette Co2, questo è inquietante”, spiega Caio Correia, esperto di gas serra all’Istituto brasiliano di ricerca.

Gli ultimi 20 anni sono stati i peggiori per la deforestazione. L’elezione di Jair Bolsonaro alla presidenza ha peggiorato la situazione e le speranze per il futuro. La tutela della foresta amazzonica non è in agenda.

“In questo momento in Brasile il governo è contro l’ambiente – dice Cristiane Mazzetti, militante di Greenpeace – contro le organizzazioni che difendono e si battono per l’ambiente. Una persona può dar fuoco alla foresta senza paura di essere arrestata o punita”.

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