L’ambizione sconfinata dei selfie

Un Selfie è una forma d’arte? La mostra « From Selfie to Self-Expression » (dal selfie all’autoritratto?) allestita presso la galleria londinese Saatchi esplora la storia dell’autoritratto nel corso di 5 secoli da colossi come Rembrandt, Van Gogh, Picasso fino appunto al moderno fenomeo dei selfie nei quali non c‘è bisogno che tu sia un artista o un fotografo per rappresentare te stesso. Chissà se i maestri della grande pittura e della ritrattistica immortale non si stiano rivoltando nella tomba per questo accostamento frutto dell’età post post moderna. Ma tant‘è....e il curatore NIGEL HURST vuole nobilitare lo strumento del diluvio di immagini di massa come elemento per documentare noi stessi, coloro che ci stanno attorno e cio’ che riteniamo degno di nota. Un’utopia che forse scatenerebbe le ire dei cartografi di Jorge Luis Borges che volevano rigenarere il mondo nelle loro mappe per renderlo piu’ maneggevole.

La Galleria Saatchi ha fatto anche di piu’, ha lanciato una gara di «selfie»:http://www.saatchigallery.com/selfie/ ne hanno avuti in competizione ben 14.000 e il vincitore è stato l’artista britannico Dawn Wolley che lascia molti dubbi e pensa che l’esplorazione del medium smartphone vada fatta.

A Londra è apparso anche lo statunitense Daniel Rozin che si concentra sull’interazione con l’arte digitale e propone di poter scegliere fra una soluzione digitale o quella meccanica per la creazione dell’immagine di sè stessi. Il risultato pero’ è una falsificazione perchè le rughe scompaiono dai volti.

Rozin è il teorico del legame fra artista, opera d’arte e spettatore, e, con le sue installazioni, riesce a rendere visibile il concetto di interattività.

L’artista colombiano JUAN PABLO ECHEVERRI& forse è tra i precursori visto che aveva cominciato a sperimentare con le macchinette per fototessera quando i selfi non esistevano.

Da tutto questo viene spontanea la domanda: ma il potenziale artistico del selfie dov‘è? Se poi dietro lo smarthphone mettete un grande tecnico o artista della fotografia probabilmente le cose cambiano. Intanto la mostra alla Saatchi potete godervela a Londra fino al 30 maggio.

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