L’anziana protagonista del video virale era diventata suo malgrado simbolo di propaganda russa

Anna Ivanovna
Anna Ivanovna

Anna Ivanovna, la contadina soprannominata (erroneamente) Babushka Z, non è e non è mai stata quel simbolo di propaganda russa che Mosca ha voluto costruire in maniera artefatta, è solo un’anziana ucraina che cercava la pace e che vedendo arrivare i russi aveva pensato che si sarebbero riconciliati con gli Ucraini. E che per suggellare quel momento aveva sventolato la bandiera di quando russi ed ucraini erano la stessa cosa e la stessa patria.

Chi è Anna Ivanovna, di certo non Babushka Z

E invece, con un’opera di maquillage propagandistico, quello che era capitato ad Anna era stato trasformato in un evento-icona della bontà della guerra di Putin ed Anna Ivanovna era diventata “Babushka Z”, “Nonna Z” o nonna Russia o nonna di Putin. Ma cosa era successo? Che ad aprile, in un piccolo villaggio nell’Ucraina orientale, la donna aveva accolto festosamente alcuni soldati ucraini scambiandoli però per russi ed aveva sventolato una bandiera dell’Urss. I militari si indignano, le gettano la bandiera a terra e Anna restituisce il cibo spiegando che i suoi genitori per quella bandiera erano morti.

L’equivoco usato dalla propaganda di Mosca

Ma Anna intendeva altro: per lei in quel momento la bandiera Urss era il simbolo di una patria unica che non c’è più, non il vessillo della sua preferenza per la Russia di oggi. E la donna lo ha detto al Moskow Times, al Wall Street Journal e soprattutto alla Bbc, dato che il Regno Unito era il paese europeo dove la vicenda aveva fatto più scalpore. E ha detto: “Ero solo felice che i russi sarebbero venuti e non avrebbero combattuto con noi. Ero felice che ci saremmo uniti di nuovo“.

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