L'ex partner dell'untore di Ancona: "Mi diceva: 'Non sono più sieropositivo. L'HIV non esiste, i farmaci ti ammazzano'"

Il Corriere della Sera

Potrebbero essere 228 le donne potenziali vittime di Claudio Pinti, 36enne sieropositivo di Ancona che viaggiava in tutta Italia per lavoro avendo rapporti sessuali senza alcuna precauzione. Arrestato con l'accusa di lesioni dolose gravissime, l'autotrasportatore è stato incriminato da un'ex partner, anch'ella ormai positiva all'HIV, che oggi parla del suo dramma sulle pagine de Il Corriere della Sera.

Si è giustificato candidamente dicendo: "Sì, una volta ero sieropositivo ma poi ho rifatto gli esami e non è risultato più niente. L'HIV non esiste, è una balla, sono i farmaci che ti ammazzano".

Questo il racconto della donna che con Pinti aveva iniziato una relazione, anche intenerita dal fatto che l'uomo fosse rimasto vedovo così giovane (anche la defunta compagna aveva contratto l'HIV, morendo poi di AIDS nel giugno 2017) e che si ritrovasse a crescere da solo una bimba di otto anni. Così, la donna ha deciso di denunciare "l'untore seriale", che ancora oggi nega l'evidenza.

A sottolineare l'assurdità delle affermazioni dell'uomo, sul Corriere, interviene Marcello Tavio, direttore della divisione malattie infettive dell'ospedale Torrette di Ancona e vicepresidente della Società Italiana di Malattie Infettive e Tropicali.

Credere che l'HIV non determini l'AIDS è una delle fake news più pericolose, che ha mietuto già molte vittime. Oggi la terapia è in grado praticamente di congelare il virus.

L'uomo è anche accusato di aver impedito all'ormai defunta compagna di curarsi, mentre lui continuava ad avere rapporti sessuali non protetti. I potenziali partner contagiati da Pinti sono circa 228: la Polizia ha diffuso un numero a cui chi pensa di essere stato contagiato può rivolgersi (071-2288595).

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