L'Unione europea non ascolta l'Italia e proroga le sanzioni alla Russia fino al 2019

Huffington Post

L'Unione europea non ascolta l'Italia e proroga le sanzioni alla Russia fino al 2019. Il Consiglio Ue estende di un anno (fino al 23 giugno 2019) le sanzioni in risposta all'annessione illegale della Crimea e Sebastopoli.

Le misure si applicano a persone e società residenti in Ue e includono divieto di import in Europa di prodotti originati in Crimea o Sebastopoli, di investimenti (nessun europeo o società residente in Ue può comprare immobili o entità in Crimea, finanziare società o fornire servizi) e restrizioni nei servizi al turismo.

Nei giorni scorsi l'Italia aveva chiesto all'Europa di cambiare idea e di togliere le sanzioni. Proprio nel suo discorso programmatico per il voto di fiducia in Senato, il premier Giuseppe Conte aveva dichiarato: "Saremo fautori di una apertura alla Russia, che ha consolidato negli ultimi anni il suo ruolo internazionale in varie crisi geopolitiche. Ci faremo promotori di una revisione del sistema delle sanzioni, a partire da quelle che rischiano di mortificare la società civile russa".


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