L’arte per ampliare gli orizzonti: Andrea Manzitti a Milano

Red
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Image from askanews web site
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Milano, 3 mag. (askanews) - Il viaggio come atto del pensiero che conduce alla conoscenza, l'arte come inclinazione della mente che permette un ampliamento dei propri orizzonti. Sono questi alcuni dei temi delle opere di Andrea Manzitti che compongono la mostra "Isole, mappe e portolani", a cura di Elisabetta Longari e aperta al pubblico dal 4 al 25 maggio allo Spazio d'Arte Scoglio di Quarto di Milano, a pochi passi dalla Darsena.

L'intera vicenda artistica di Andrea Manzitti, nato a Santa Margherita Ligure nel 1944 e che nel 2018 ha deciso di reinventare la propria vita iscrivendosi all'Accademia di Brera, ha nel viaggio il punto di snodo della propria espressività pittorica, così come suggerisce lo stesso titolo della mostra, che richiama alla reinterpretazione da parte dell'autore delle carte geografiche, delle mappe e dei portolani di una volta. Sottolinea Elisabetta Longari nel suo testo critico: "La pittura di Andrea Manzitti rappresenta un viaggio nel colore, nei segni e nelle traiettorie secondo un codice cartografico sui generis".

Ciò che colpisce nelle 22 opere esposte, tra tele carte e libri, è come la materia pittorica sembra solo apparentemente sfuggire al controllo dell'artista, per poi ricomporsi grazie al tracciamento di rotte di navigazione e traiettorie che collegano uno all'altro territori immaginari. In particolare, tele carte e libri presentano un dominatore comune, la polvere di pomice grezza, che gioca un doppio ruolo fondamentale, nella lavorazione della materia pittorica così come nella stessa espressione poetica: da una parte assimilando bene i colori e risultando, una volta seccata, sufficientemente morbida e "plasmabile" attraverso un lento e paziente lavoro di levigatura della superficie; dall'altra, grazie anche a una capacità straordinaria di assorbimento e riflessione della luce, offrendo effetti materici sabbiosi particolarmente avvincenti, a richiamare le asperità di terre indefinite, forse di origine vulcanica, che affiorano sulla superficie come lava rappresa.