L’aula del futuro? Il prototipo è firmato Stefano Boeri Interiors

featured 1647497
featured 1647497

Milano, 12 set. (askanews) – Aule flessibili e modulari, con pareti mobili che garantiscano la variazione dello spazio sulla base delle diverse necessità. Multifunzionalità degli spazi, tecnologia, ecosostenibilità e sicurezza: sono i principi chiave dell'”aula del futuro” secondo la visione dagli architetti Stefano Boeri e Giorgio Donà. Una visione diventata un prototipo nell’ambito del progetto “Igiene Insieme” di Napisan che è stato presentato a Rozzano, alle porte di Milano, all’interno della scuola primaria Collodi dell’Istituto Barozzi Beltrami.

Qui si può toccare con mano l’aula del futuro di Stefano Boeri Interiors: un’aula a geometria variabile, pensata per potere ospitare diversi formati di insegnamento – dalla lezione tradizionale ai laboratori – e in pochi passaggi diventare spazio per il gioco, lo sport e la musica.

“Questa gemoetria variabile è data da un sistema di arredi che può essere totalnente accorpato nei mobili perimetrali che assorbono le sedie, i banchi, la cattedra, i banconi per i laboratori e tutto”, ha spiegato l’architetto Stefano Boeri: “Io credo che un’aula di questo tipo possa anche diventare un modello per una scuola aperta: a tutte le ore del giorno e per tutte le età. Aperta al quartiere, agli usi della comunità. Nelle ore extrascolastiche può diventare uno spazio per fare musica, dove si raccolgono giovani imprenditori, dove si fa sport. Questo è il senso della scuola del futuro: può diventare un epicentro per le comunità. La scuola è la più grande infrastruttura sociale che abbiamo in questo paese”.

L’obiettivo del progetto era di individuare una formula innovativa e scalabile per ideare l’aula del futuro, nel rispetto degli standard d’igiene, come ha spiegato Anna Odone, professore ordinario Igiene all’Università di Pavia: “Il tentativo è stato quello di portare la salute a scuola e credo che ci siamo riusciti. Portare la scuola ad essere un ambiente in cui si crea salute attraverso i buoni comportamentìi e attraverso gli insegnamenti che abbiamo trasmesso direttamente agli alunni e alle famiglie indirettamente in collaborazione con gli insegnanti”, ha sottolineato.

L’aula donata alla primaria di Rozzano è il traguardo del progetto “Igiene Insieme”, giunto quest’anno alla sua terza edizione, che ha visto Napisan protagonista al fianco delle scuole, oltre 10.000 coinvolte. Come ha ricordato, Ferran Rousaud, amministratore delegato di Reckitt Hygiene Italia: “Durante la pandemia attraverso Napisan abbiamo avuto l’opportunità di occuparci di progetti di educazione, di pratiche di igiene e di dare una mano nella prevenzione della trasmissione di malattie. E’ iniziata con il covid ma non è solo covid. Parliamo di tutte quelle malattie con le quali i bambini e le famiglie devono fare i conti”.

Il progetto “Igiene Insieme” è stato realizzato in collaborazione con l’Università Vita-Salute San Raffaele, BVA Doxa e La Fabbrica.