L’autoproclamata repubblica separatista del Donbass non festeggerà la vittoria contro Hitler

Il leader della repubblica di Donetsk Pushilin
Il leader della repubblica di Donetsk Pushilin

Guerra in Ucraina e dinamiche fra esigenze tattiche e celebrazioni imminenti sul fronte di Mosca e degli alleati, Donetsk ha deciso di cancellare la parata del 9 maggio. L’autoproclamata repubblica separatista del Donbass non festeggerà la vittoria contro Hitler e il motivo è pragmatico. Il dato è che l’anniversario della vittoria contro i nazisti durante la Seconda guerra mondiale non verrà celebrato con nessuna parata militare. In quel territorio infatti è forte la paura di improvvisi contrattacchi delle truppe ucraine proprio in un momento celebrativo e potenzialmente di “guardia abbassata”.

Donetsk cancella la parata del 9 maggio

I media spiegano che la parata è stata rinviata al momento in cui separatisti avranno preso il controllo dell’intero territorio, il che spiega molto bene come in Donbass la situazione non sia poi così omogenea come Mosca vorrebbe far credere. A confermare il rinvio ci ha pensato il leader dell’autoproclamata Repubblica Denis Pushilin e la notizia è stata fatta circolare da Interfax. Ha spiegato il ras filorusso: “È stata presa una decisione difficile: terremo la parata dopo la vittoria finale e quando la Dpr avrà raggiunto i propri confini costituzionali. La sicurezza viene prima”.

Anche la Transnistria rinvia le celebrazioni

E non solo Donetsk ha cancellato la parata, sull’onda della recente escalation di azioni militari arrivata dopo 30 anni di quiete anche la Transinistria, per bocca del suo presidente Vadim Krasnoselsky, ha deciso di imporre misure di sicurezza antiterrorismo portandole a “livello rosso” per 15 giorni. In quel pacchetto di emergenza sono previsti anche blocchi agli ingressi delle città e, appunto, l’annullamento della parata per il Giorno della vittoria del 9 maggio.

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