L’autore del blitz armato contro gli extracomunitari per “vendicare” Pamela Mastropietro dice la sua

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Luca Traini
Luca Traini

Dal carcere di Montacuto ad Ancona dove sta scontando una condanna definitiva a 12 anni per la strage di Macerata Luca Traini spiega: “Sono cambiato, ho capito dove ho sbagliato”: l’autore del blitz armato del 2018 contro sei extracomunitari per “vendicare” Pamela Mastropietro per il cui omicidio era indagato un uomo di colore, ha rilasciato dichiarazioni all’AdnKronos con una lunga lettera.

Strage di Macerata: dal carcere Luca Traini scrive una lettera lunga 13 pagine all’AdnKronos

E ha scritto: “Non sono il mostro che hanno sempre descritto. Di me si potrebbe pensare chissà cosa visto il motivo per cui sono in carcere. Sono recluso da quasi quattro anni e sto cercando di scontare la mia pena”. E ancora: “Il mio reato era odioso per una larga parte della popolazione carceraria ma con il tempo i miei compagni hanno imparato a rispettarmi. Ho accettato le conseguenze di quel che ho fatto quando mi sono consegnato ai carabinieri”.

Il saluto romano, la bandiera e l’arresto dopo la strage di Macerata: dal carcere Luca Traini spiega come è cambiato

Il giorno del blitz per cui venne indagato, processato fino in Cassazione e condannato Luca impugnò una Glock 17, sparò contro i “resposabili morali” a suo avviso del terribile femminicidio Mastropietro e sceso dall’auto nei pressi del Monumento ai Caduti fece il saluto romano, poi si consegnò ai militari. E in sede di interrogatorio spiegò che aveva voluto vendicare l’omicidio di Pamela Mastropietro, avvenuto pochi giorni prima e compiuto da Innocent Oseghale.

Pamela Mastropietro e la agghiacciante “vendetta” con la strage di Macerata, Traini dal carcere: “Quell’ideologia solo una immagine fittizia”

Scrive ancora Traini: “Spiegare cos’è il carcere a chi non ci è mai stato non è facile. Le condizioni degli istituti penitenziarie sono quelle largamente denunciate dai Radicali e dai sindacati della polizia penitenziaria. In questo stato di cose oggettivo ho comunque trovato la grande umanità di detenuti e agenti penitenziari”. E in chiosa un ravvedimento da apprezzare, a considerare che Traini è un condannato definitivo: “L’ideologia che ho manifestato altro non era che un’immagine fittizia che mi ero creato per contrastare il brutto del mondo”.

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