L.elettorale, Napoli (Fi): proporzionale migliora i partiti

Tor

Roma, 14 set. (askanews) - "In 25 anni di maggioritario in Italia la stabilità è sempre mancata. Che cosa ha impedito di avere governi stabili? A mio giudizio sono mancati i partiti tradizionali, quelli strutturati e organizzati, con un alto tasso di democrazia interna capace di indirizzare e guidare il leader. Il leaderismo ha rovesciato ogni logica politica trasformando il partito in uno strumento al servizio di una persona, quindi senza più la necessità di elaborazione politica e culturale, con programmi più o meno improvvisati e condizionati dagli umori dell'elettorato raccolti dai sondaggi. Il proporzionale costringerebbe ogni partito a definire meglio la propria identità politica e culturale e quindi a verificare le concrete compatibilità delle alleanze". Lo dichiara Osvaldo Napoli, parlamentare del direttivo di Forza Italia alla Camera.

"Dal 1994, prime elezioni con un sistema in larga misura maggioritario, al 2018 una sola legislatura - ricorda Napoli- si è conclusa alla scadenza prevista dalla Costituzione e con lo stesso governo: è stata la legislatura 2001-2006 e il governo era guidato da Silvio Berlusconi. Tutte le altre legislature, con l'eccezione del 2006-2008, sono arrivate alla loro conclusione naturale ma mai con lo stesso governo in carica. Dal 1996 al 2001 abbiamo avuto i governi Prodi, D'Alema, Amato. Il secondo governo Prodi (2006-2008) è finito con la legislatura. Il governo Berlusconi (2008-2011) è stato rovesciato nei modi che tutti ricordano e sostituito dal governo Monti. Dal 2013 al 2018 ci sono stati i governi Letta, Renzi e Gentiloni. Il governo Lega-M5s ha alzato bandiera bianca dopo appena 14 mesi".

"In tutti questi anni - evidenzia Napoli- sono stati sperimentati diversi sistemi elettorali, più o meno maggioritari e con quote variabili di proporzionale. In una parola, ogni partito sarebbe costretto a fare politica non più o non solo attraverso un leader ma attraverso organi statutari e avvalendosi del contributo diretto dei militanti. Il proporzionale impone ai partiti più grandi di ascoltare le ragioni degli alleati e il dovere del dialogo restituisce alla politica quella moderazione andata perduta negli ultimi anni".