L.elettorale,Orlando:no proporzionale puro,bene modello spagnolo

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Roma, 10 ott. (askanews) - "Ho una mia personale idea: il sistema che può garantire di più questi paletti, evitando al contempo un'eccessiva frammentazione della rappresentanza e introducendo una certa semplificazione, può essere il sistema spagnolo". Lo afferma il vicesegretario del Pd, Andrea Orlando, in un'intervista al Corriere della Sera a proposito della riforma della legge elettorale.

Orlando si pronuncia a favore, dunque, di "un sistema di collegi con liste molto corte e senza recupero su base nazionale. Questo sistema premia le forze radicate in determinati territori e, a seconda di come vengono disegnati i collegi, assicura un diritto di tribuna a tutti" e "contemporaneamente questo sistema evita un quadro eccessivamente frammentato. Ciò detto, valgono le indicazioni di Zingaretti. Non dobbiamo rinunciare a un'ambizione bipolare e rassegnarci alla frammentazione del proporzionale senza correttivi".

Per quanto riguarda il taglio dei parlamentari "non è un passaggio storico nè una sconfitta della politica. Del taglio dei parlamentari si parla da moltissimo tempo e in tutta Europa perchè le assemblee furono concepite in anni in cui le distanze erano maggiori e, se si guarda l'Italia, bisogna ricordare che gli enti territoriali intermedi non c'erano ancora" ma "l'esultanza di alcuni si giustifica poco perchè non è stato risolto il problema della maggiore funzionalità del sistema che si realizza solo andando oltre il bicameralismo perfetto superando i piu significativi anacronismi del sistema". C'è il rischio, insomma, che "di cancellare una parte troppo significativa del voto" e che "alcuni territori non siano rappresentati. Infine ci sono le indicazioni della Corte costituzionale dalle quali non ci possiamo allontanare: evitare premi di maggioranza irragionevoli e assicurare un rapporto tra eletti ed elettori. Se si parte da qui abbiamo già una griglia chiara delle cose che vanno affrontate", sottolinea.