**L.elettorale: Parisi, 'proporzionale? era coalizioni finita da tempo, stagione Ulivo tradita'**

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Roma, 11 mag. (Adnkronos) – La fine della coalizioni e il ritorno del proporzionale per Arturo Parisi, tra i fondatori dell'Ulivo, non sono una novità del momento. Semmai una conferma di un processo partito da tempo e che già con il Rosatellum aveva avuto il suo primo 'assaggio' di ritorno a un'epoca proporzionale che potrebbe consolidarsi se andrà in porto una riforma della legge elettorale nei prossimi mesi. "L’incertezza sulla legge elettorale è solo sul grado di proporzionalismo. Quello che purtroppo è invece certo è che, contro ogni principio, la legge sarà ancora una volta varata a pochi mesi dal voto mentre la partita sta oramai per iniziare", dice Parisi all'Adnkronos.

Professor Parisi, nel centrodestra non riescono nemmeno a fissare un vertice. Dall’altra parte Letta e Conte sembrano sempre più lontani e l’incontro di ieri al di là dell’intenzione di continuare il dialogo, conferma le distanze sui temi. Le coalizioni sembrano implodere, è finito il bipolarismo? "Coalizioni? Se coalizione è una alleanza che chiede il consenso degli elettori per governare il Paese a sostegno di un governo che lo realizzi fino ad una nuova elezione, le coalizioni sono finite da tempo. Da molto tempo".

"A livello nazionale gli aggregati di liste, ripeto, di liste che chiamiamo coalizioni sono semplici apparentamenti elettorali. Assemblaggi messi su per il tempo delle elezioni, per potersi spartire i seggi in più previsti dalla legge elettorale e, dopo il voto, tornare ognuno a giocarsi la propria quota di seggi secondo le convenienze del momento".

Una legge proporzionale non sarebbe più aderente a una fase politica in cui il maggioritario consegnerebbe coalizioni forzose e magari non stabili? "Ma perché? Lei vede il rischio che si passi al maggioritario? Nel migliore dei casi si resterà alla legge attuale. Penso la legge peggiore tra quelle sperimentate finora. All’indomani della sua approvazione, era il decennale di fondazione del Pd, dissi che quello che veniva celebrato come un giorno di festa era per me un giorno di lutto. Il tradimento della pur breve stagione dell’Ulivo lungo il cui solco ancora oggi il Pd dice di camminare. Non ho cambiato opinione".

Nel Pd le varie componenti spingono per il proporzionale, Letta sembra resistere. Fa bene? "Ho paura che si parli di nulla. Assieme alla fine delle coalizioni per il governo anche il ritorno alla logica proporzionale sono oramai alle nostre spalle. Una cosa alimenta l’altra. Arrivati a questo punto anche le regole istituzionali rischiano di ridursi a bandiere nelle quali sta scritto vorrei ma non posso".

Lei crede quindi che questo parlamento non riuscirà a cambiare la legge elettorale e tra un anno voteremo con il Rosatellum nonostante l’impegno della coalizione del Conte 2 a cambiarla anche per evitare distorsioni dovute al taglio dei parlamentari? "Direi proprio di sì. L’incertezza sulla legge elettorale è comunque solo sul grado di proporzionalismo, che dovesse differenziare la legge attuale da una nuova. Quello che purtroppo è invece certo è che, contro ogni principio, la legge sarà ancora una volta varata a pochi mesi dal voto mentre la partita sta oramai per iniziare".

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