##L. elettorale, pressing Pd su soglia alta e doppio turno

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Roma, 21 nov. (askanews) - Sulla legge elettorale il lavoro della maggioranza registra una prima impasse. Se sul calendario e i paletti dentro cui muoversi per riscrivere il sistema di voto al primo incontro c'era stata un'intesa di massima, il secondo vertice che si è tenuto ieri sera tra i capigruppo di Pd, Leu, Iv e M5s e il ministro delle Riforme, Federico D'Incà, viene definito "interlocutorio" da alcuni, "istruttorio" da altri.

Il Pd, riferiscono fonti dem, insiste per il doppio turno, la più logica e funzionale delle soluzioni possibili, e chiarisce che l'alternativa in campo - proporzionale con soglia alta - può prenderla in esame solo con certezze assolute su forte selettività dello sbarramento, esplicito o implicito che sia. La cosa sicura è che il Rosatellum, fonte di assurdità dopo riduzione dei parlamentari, andrà in soffitta.

Ma il doppio turno non convince tutti gli alleati e nemmeno tutto il Pd. In ogni caso la breve riunione di ieri sera, durata meno di due ore, spiegano, non sarebbe stata determinante. C'è probabilmente l'esigenza per i dem di fare pressione sugli alleati e al proprio interno, anche a causa di un inedito asse a favore delle preferenze tra M5s e Italia Viva. Il punto di caduta, spiegano, dopo aver verificato gli scenari possibili, potrebbe essere un proporzionale con sbarramento tra il 4 e il 5%. Una soglia che convince sia Leu che il partito di Renzi.

Il prossimo vertice sulla legge elettorale non è ancora stato fissato e comunque non sarà prima dell'inizio di dicembre visto il fitto calendario dei lavori sulla manovra. In teoria la scadenza per depositare il testo è il 20 dicembre e fino a quella data ci sarà tempo per discutere di soglia e collegi, due aspetti su cui a questo punto ci dovrà essere un chiarimento anche all'interno dei partiti.