L’ennesimo scoop dall’International Consortium of Investigative Journalists mette in crisi anche Roma

La Card de L'Espresso sugli Uber Files
La Card de L'Espresso sugli Uber Files

Tiene banco il caso caso Uber Files e per capire cosa sono e cosa sta succedendo bisogna partire da un assunto: il lobbyng nel mondo occidentale è sempre in agguato, sia dove è legale che dove viola le leggi. L’ennesimo scoop dell’International Consortium of Investigative Journalists, quello capitanato dal britannico Guardian che aveva già diffuso i Pandora Papers, mette in inquietudine le capitali di mezzo mondo, inclusa Roma. Ma cosa sono gli Uber Files? Si tratta di 124mila documenti trafugati a Uber, il servizio statunitense di noleggio di auto con autista.

Uber Files: cosa sono: per ora prove di malcostume

Quei files vanno dal 2013 al 2017, il periodo d’oro per Uber, e dimostrerebbero una severa attività di lobbyng spinto con sfruttamento della manodopera, violazioni dei diritti dei lavoratori e deregulation del mercato del lavoro. Insomma, tutta una serie di strategie con cui Uber avrebbe adottato tecniche di pressione politica estremamente aggressive e di interazione con politici ed istituzioni. Il tutto fino ad “usare sistemi tecnologici per nascondere la propria attività alle autorità dei paesi in cui operava”. Attenzione: per il momento gli Uber Files dimostrano in maniera inequivocabile, anche nel caso di Emmanuel Macron un malcostume planetario, non (ancora) una violazione della legge.

Chi è “coinvolto” negli Uber Files: i nomi di peso

Chi è coinvolto negli Uber Files? Innanzitutto l’amministratore delegato di allora, lo spegiudicato Travis Kalanick. Poi il presidente francese Emmanuel Macron, che da ministro dell’Economia fu molto vicino a Kalanik. Macron avrebbe promesso all’azienda che avrebbe modificato le regolamentazioni sui trasporti, a che scopo? Favorire l’ingresso di Uber nel mercato francese. E in Italia? Il dito di molti è puntato contro il leader di Italia Viva ed ex premier Matteo Renzi. In queste ore la Lega chiede lo stralcio dal Dl Concorrenza del famoso “articolo 10”.

Il ruolo di Matteo Renzi “entusiasta di Uber”

Perché Renzi, a cui alcuni politici non vicini a lui attribuiscono un ruolo per 5 mesi “nel board di Delimobil, la più importante società russa di car-sharing”?. Perché Renzi, che da premier non ha fatto approvare alcunché di funzionale alle mire presunte di Uber, nei files viene definito “un entusiastico sostenitore di Uber”. Renzi ha spiegato a L’Espresso, capofila italiano dell’inchiesta, di “non aver mai seguito personalmente questioni dei taxi e trasporti che invece erano gestite a livello ministeriale, non dal primo ministro”.

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