L’Esa lancia l’allarme rifiuti spaziali: minacciano le navicelle

La spazzatura è un problema spaziale. Nel senso letterale del termine. L’allarme è stato lanciato dall’Esa al termine della conferenza sui rifiuti spaziali. Cosa sono? Frammenti di vecchi satelliti, sonde e navicelle che dispersi nello spazio, viaggiando a centinaia di chilometri orari, possono danneggiare seriamente satelliti e stazioni orbitali in funzione. Il rischio è poi dell’effetto domino, nel caso in cui l’oggetto colpito si frammenti in mille pezzi.

I detriti spaziali sono satelliti non più in uso, stadi di razzi e frammenti da esplosioni – un rischio per le navicelle #spacedebris2017 https://t.co/l1VmMaCjRd— ESA_Italia (@ESA_Italia) 11 aprile 2017

“La velocità media di impatto su un satellite è 40mila chilometri orari. A questa velocità anche un piccolo oggetto di pochi millimetri può causare enormi guasti. Perciò stiamo studiando un modo per evitare danni alle nostre infrastrutture spaziali”- dice Holger Krag, capo del dipartimento rifiuti spaziali dell’Esa.

Ma quanti sono i rifiuti spaziali? Tanti perché è ormai da decenni che l’uomo esplora lo spazio. Secondo l’agenzia spaziale europea ci sono ben 750mila detriti più grandi di un centimetro che orbitano intorno alla Terra. Potenzialmente sono come granate, pronte a causare esplosioni se vanno a impattare contro un altro corpo; sono una minaccia che senza un intervento di pulizia, rende impossibile viaggiare in molte parti dello spazio.

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