L’esperta: "Influenza è problema di salute pubblica, soprattutto per anziani"

·2 minuto per la lettura
default featured image 3 1200x900
default featured image 3 1200x900

Roma, 3 nov. (Adnkronos Salute) – “L’influenza rappresenta un serio problema di salute pubblica. Si tratta di una patologia acuta che, però, ha un impatto anche cronico, delle conseguenze molto importanti con aspetti di progressione di patologie respiratorie o cardiovascolari preesistenti. In particolare, nella popolazione anziana, affetta spesso da comorbidità, è un problema molto importante per l’impatto che ha sull’ospedalizzazione, sulla disabilità e sulla mortalità per patologie associate all’influenza. Abbiamo i vaccini, delle armi molto potenti per prevenire l’influenza". Lo ha detto Stefania Maggi, dirigente di ricerca Cnr dell’Istituto di Neuroscienze Sezione di Padova – Invecchiamento, intervenendo in occasione della Media Master Class 'Raccontare l’influenza al tempo della pandemia', che si è tenuta presso l’Università La Sapienza di Roma.

Obiettivo dell’incontro: informare e formare i media sull’innovazione portata dai nuovi vaccini antinfluenzali, sull’impatto dell’influenza oggi nell’attuale contesto sociale e sui rischi correlati ad una sua non prevenzione, e sui bisogni specifici del nuovo setting post-pandemico,

L’influenza colpisce in maniera grave gli anziani: il 65% delle ospedalizzazioni legate all’influenza e l’85% dei decessi correlati a questo virus – è emerso dall’incontro – riguardano principalmente persone over65. Inoltre, 1 anziano su 10 ospedalizzato per via dell’influenza vede poi venire meno la propria indipendenza. Non solo. Spesso negli anziani l’influenza presenta sintomi più sfumati: può non essere presente la febbre ma semplicemente si ha un peggioramento del quadro complessivo di salute. Per questi motivi, soprattutto per le categorie più fragili, è importante non sottovalutare alcun sintomo.

Prevenire l’influenza negli anziani, dunque, consentirebbe di diminuire il loro accesso al Pronto soccorso in presenza di sintomi ormai gravi, evitando così di esporli a ulteriori rischi, come quello di contagio con Sars-CoV-2. "Negli ultimi decenni – ricorda Maggi – ci si è focalizzati sullo sviluppo di vaccini proprio per la popolazione anziana che deve affrontare il problema della diminuita resistenza alle infezioni e della diminuita immunogenicità".

Sul perché sia necessario vaccinare gli anziani contro l’influenza soprattutto in questo periodo, l’esperta del Cnr è sicura: “Innanzitutto perché la presenza del Covid-19 – sostiene – permette agli anziani vaccinati contro l’influenza di arrivare, eventualmente, ad avere il contatto con il virus in una situazione più resistente”.

Secondo uno studio condotto nel Regno Unito – è stato sottolineato durante la Master Class – la co-infezione è associata a un rischio doppio di ricovero in terapia intensiva e di morte rispetto alla sola infezione da Sars-CoV2. Una survey condotta in Italia nel 2020, inoltre, ha rilevato che adulti e anziani che avevano ricevuto la vaccinazione antipneumococcica nell'anno precedente avevano una minore probabilità di infettarsi con Sars-CoV-2 rispetto alle controparti non vaccinate. “Dal momento che i sintomi delle due infezioni sono in una prima fase simili, l’aver fatto il vaccino antinfluenzale permette una diagnosi differenziale nella popolazione generale, e soprattutto nei più fragili”, ha concluso Maggi.

Il nostro obiettivo è creare un luogo sicuro e coinvolgente in cui gli utenti possano entrare in contatto per condividere interessi e passioni. Per migliorare l’esperienza della nostra community, sospendiamo temporaneamente i commenti sugli articoli