L’ex capo della Protezione civile smentisce la sua candidatura al Capidoglio ma non convince

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Guido Bertolaso
Guido Bertolaso

Guido Bertolaso, lo spot elettorale alla rovescia rilanciato a L’Aria che Tira su La7 ha l’efficacia delle strategie sottili di marketing d’urna: “Io sindaco? Sarei l’incubo dei romani”. Con questo capolavoro di paradosso subliminale l’ex capo della Protezione Civile e responsabile della campagna vaccinale lombarda ha regalato una “chicca” di pubblicità occulta ma efficacissima al salotto televisivo di Myrta Merlino. Leggiamo la sua dichiarazione in merito alla domanda delle cento pistole su un suo ruolo ufficiale di candidato in corsa per il Campidoglio: “Per i romani Guido Bertolaso sindaco sarebbe un incubo, vi dovete mettere in testa questo. Io non sono una persona facile, non sono una persona propensa alla mediazione e al compromesso”.

Bertolaso, lo spot elettorale alla rovescia: ad effetto

E’ sembrato di assistere alle tattiche con cui i vitelloni romagnoli degli anni ‘60 irretivano le svedesi in battigia, prspettando l’abbandono di ogni velleità di conquista sulla scorta di un vissuto difficile, esattamente per perfezionare la conquista però, non certo per cassarla. E la strategia di Bertolaso, o almeno il modo con cui è stata letta dai media, ha avuto un’efficacia clamorosa. Perché? Perché va in esatto contrappunto alla vulgata che vulgata non è sulle approssimazioni ataviche di cui Roma è da sempre vittima in campo amministrativo. Attenzione: il dato storico è che Bertolaso ha detto a chiare lettere di non volersi candidare alle amministrative.

Bertolaso, lo spot elettorale alla rovescia: “Non so perdere”

Lo ha anche spiegato: “Fare il sindaco di Roma significa ogni giorno giocare una finale di Champions League correndo il rischio di perderla, e per me sarebbe inaccettabile”. Come a dire che con il Campidoglio non si vince facile neanche quando si vince e chi non è abituato a perdere non mette il dito in certi tritacarne. Soprattutto a contare che la candidatura di Bertolaso è storicamente osteggiata dal partito che a Roma e di Roma guida gli umori più di tutti, Fratelli d’Italia di Giorgia Meloni che avrebbe la carta Fabio Rampelli in serbo da mesi.

Bertolaso, lo spot elettorale alla rovescia: meglio fare il nonno

Sta di fatto che la chiosa di Bertolaso ha avuto un retrogusto più da ammiccamento furbo che da Cassazione: “Bertolaso a Roma farebbe la rivoluzione: centro storico chiuso ad auto normali e ad auto blu, termovalorizzatori per bruciare i rifiuti, idrogeno verde per i mezzi pubblici, autovelox lungo l’Olimpica, Cristoforo Colombo, l’Ostiense, un delirio di interventi, ganasce per chi parcheggia in seconda fila, ci sarebbe tolleranza zero. Ho già il programma? Ma è irrealizzabile, mi metterebbe contro tutto e contro tutti, meglio che mi dedico alla nipotina”.

Bertolaso, lo spot elettorale alla rovescia e la replica a Calenda

L’ex capo della Protezione Civile e “pupillo” di Silvio Berlusconi ha poi spiegato di aver letto l’intervista rilasciata da Carlo Calenda al Corriere della Sera. In quel pezzo il leader di Azione spiega che Bertolaso “rischia di fare la fine di Marino”. E lì è scattato il piglio truce del competitor di razza: “Forse lo dice perché non vuole avermi come concorrente. Io e Marino, che stimo moltissimo come medico, siamo due persone agli antipodi, se mi metto in testa una cosa la faccio, la mia storia lo dimostra”.