L’Imago Museum di Pescara riaprirà con Warhol e Schifano

Red
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Image from askanews web site
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Roma, 20 apr. (askanews) - È stato inaugurato lo scorso febbraio a Pescara l'"Imago Museum", un polo museale dedicato all'arte moderna e contemporanea promosso e realizzato dalla Fondazione Pescarabruzzo. Il museo ha sede in un uno stabile di gran pregio architettonico, storicamente appartenuto all'istituto bancario meridionale Banco di Napoli. Grazie ad un importante intervento di restauro e di rifunzionalizzazione gli spazi interni del Palazzo, risalente al 1936, sono stati ridefiniti negli attuali ambienti espositivi (circa 1.200mq disposti su tre livelli). L'Imago ospita inoltre, accanto alle gallerie, una sala polifunzionale, due aule multimediali e uno spazio riservato alle attività didattiche.

Andy Warhol e Mario Schifano, intramontabili simboli della stagione Pop internazionale, sono i protagonisti della mostra d'apertura intitolata: "Warhol e Schifano tra pop art e classicismo". Una mostra d'eccezione che coglie con originalità connessioni e scarti differenziali tra i due maestri, attraverso la costruzione di un dialogo vis-a-vis. La mostra sarà aperta a partire dal 26 aprile e sarà fruibile fino a settembre 2021 secondo le disposizioni in vigore in base all'evoluzione della situazione pandemica.

La retrospettiva è sapientemente costruita attorno ad un corpus di opere che arrivano fino agli anni Novanta: un percorso che si snoda attorno al concetto di iconicità nella sua duplice accezione antica e moderna. Attraverso uno sguardo inedito Pop Art e Classismo, dimensioni opposte e apparentemente inconciliabili, appaiono invece declinazioni diverse della stessa fascinazione per l'immagine e per il mito. Se il tardo Warhol ingloba infatti i capolavori delle storia dell'arte all'interno del suo repertorio di personaggi e di celebrità, adeguandoli ad un trattamento meccanico e seriale (come nel Paolo Uccello della serie Details of Renaissance Paintings), Schifano tra gli anni Ottanta e Novanta avvia un parallelo ritorno all'antico concentrandosi sempre di più sulla qualità materica del segno pittorico. Il ciclo Matres Matuta rappresenta in questo senso il momento culminante del percorso espositivo: attraverso 15 tele, 10 carboncini e 2 opere a tecnica mista, Schifano sposta la propria attenzione dallo schermo televisivo (riprodotto su tela, oppure fotografato e ritoccato come nelle 301 foto in mostra) e guarda indietro alla complessa mitografia etrusca per dispiegare le matrici figurative di una storia ancestrale.

Proveniente dalla collezione privata della Fondazione Pescarabruzzo, il ciclo era stato precedentemente esposto unicamente allo Shenker Culture Club di Roma e in una selezione al Museo nazionale di Valle Giulia (13 dicembre - 10 marzo 2019). Di straordinario impatto visivo, le "Matres Matutae" propongo una moltiplicazione dell'immagine materna rappresentata secondo uno schema fisso, semplice, eppure di rara e straordinaria efficacia. Ispirate alle state omonime del Museo campano di Capua, le Matres di Schifano sono emblemi dell'Aurora, della fertilità, della vita. In definitiva un omaggio unico dell'artista romano alla dimensione femminile. La mostra "Warhol e Schifano tra pop art e classicismo" è corredata dal catalogo omonimo con testi di Generoso Bruno e Marco Bussagli (Fondazione Pescarabruzzo, 2021, pp. 184).

In vista della (ri)apertura il Presidente della Fondazione Pescarabruzzo, Nicola Mattoscio ha sottolineato che "ci vuole coraggio per investire in cultura, ma la nostra storia e il Dna costitutivo dell'Italia dimostrano che si può e si deve vincere la sfida della ripresa economica puntando sull'arte e sulla conoscenza come la Fondazione ha fatto negli ultimi vent'anni, con un modello originale di gestione diretta di cinema, teatri, mostre e ora anche di un museo, ottenendo straordinari risultati positivi. La mostra Warhol e Schifano. Tra Pop Art e Classicismo racconta poi una ricerca artistica eccezionalmente sensibile agli stimoli della contemporaneità massmediale ma che continua, nonostante tutto, a interrogarsi sulle radici storiche del presente: una riflessione che non ha mai smesso di essere attuale".