L’impianto di Novoshakhtinsk si trova a pochi chilometri dal confine della nazione di Zelensky

La raffineria in fiamme
La raffineria in fiamme

Una gigantesca esplosione è avvenuta in una mastodontica raffineria russa della regione di Rostov e da Mosca non hanno dubbi: “È stata colpita da droni ucraini”. L’impianto di Novoshakhtinsk, uno dei più grandi della Russia meridionale, si trova a pochi chilometri dal confine della nazione guidata da Volodymyr Zelensky. L’attacco è avvenuto nelle prime ore del mattino di oggi, 22 giugno, ed a causarlo sarebbero stato due droni che avrebbero anche provocato un incendio.

Esplosione nella raffineria di Rostov

A riferirlo il servizio stampa della raffineria che è stato citato dall’agenzia russa Ria Novosti. Secondo quelle informazioni che sono di fatto accuse precise a Kiev si registrano alcuni danni “causati dai rottami dei droni”, ma le fiamme “sono state spente”. Da Telegram era stata diffusa una primissima versione dell’accaduto con cui il governatore della regione, Vasily Golubev, parlava di un attacco di un UAV, acronimo per veicolo aereo senza pilota contro le installazioni tecniche dell’impianto all’origine dell’incendio.

Il blitz di Kiev contro le trivelle russe

Se fosse confermata la matrice ucraina dell’attacco si tratterebbe del secondo blitz di Kiev in pochi giorni dopo quello messo in atto dall’esercito ucraino contro un immenso impianto di trivellazione controllato dai filorussi in Crimea e facente capo alla società di gas Chernomorneftegaz.

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