L’incerto 2022 per il mondo del vino (e non solo)

(Adnkronos) - È già alle spalle il ricordo di un 2021 cosi performante da non aver fatto rimpiangere i fatturati del 2019. Pensavamo che dopo il periodo pandemico nulla di peggio potesse accadere e invece l’inflazione e il conflitto in Ucraina stanno caratterizzando l’anno in corso con molta incertezza. È quanto emerge dal sondaggio promosso dall'Osservatorio Federvini con Nomisma e Tradelab in occasione dell'assemblea generale della federazione svoltasi ieri a Roma. I dati parlano chiaro: le vendite al dettaglio sono in calo nei primo quadrimestre rispetto allo stesso periodo dell'anno precedente, del 9,6% per i vini, ma anche del -5% per gli spiriti e del 4,3% per gli aceti. E nei prossimi sei mesi il 91% dei consumatori è pronto a cambiare le abitudini di acquisto, mentre il 53% ridurrà complessivamente pranzi e cene fuori casa.

Al momento tengono i consumi fuori casa, dovuti anche all’allentamento delle restrizioni anti-Covid e alla stagione estiva, ma - si legge nel rapporto - il valore è ancora distante da quello del 2019.

Bene invece l'export, importante leva per i settori rappresentati dalla Federazione, che da gennaio ad aprile del 2022 nei principali mercati di destinazione registra +12% per i vini, +45% per gli spirits e +4,1% per gli aceti.

"E' un momento di grande incertezza", ha sintetizzato la presidente di Federvini, Micaela Pallini aprendo i lavori dell'assemblea "da mesi segnalavamo il peggioramento della situazione e oggi cominciamo a trarne le prime conseguenze. È necessario un confronto aperto con il Governo e le filiere produttive - ha aggiunto - nessun settore si salva da solo, quello che chiediamo sono interventi di struttura e misure di mercato, in termini di semplificazioni, promozione e supporto a lungo termine per il nostro export".

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