L’infettivologo genovese torna ad attaccare l’allarmismo eccessivo e la politica dei tamponi

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Matteo Bassetti
Matteo Bassetti

In tema di variante Omicron il direttore della Clinica di malattie infettive all’ospedale Policlinico San Martino di Genova Matteo Bassetti va dritto contro il ministro Roberto Speranza ed il Cts con un ragionamento che in pillole suonerebbe così: “Nei vaccinati la Omicron dà poco più di un raffreddore”. Perciò, come ribadito da Bassetti sulla sua pagina Facebook, creare ansia ed incentivare i tamponi in maniera massiva e disorganica non solo non aiuta, ma fa danno.

Bassetti contro Speranza ed il Cts: una variante meno aggressiva che però ha generato misure “antiche”

Ha scritto un esasperato Bassetti: “I colleghi sudafricani, inglesi, americani, danesi, scozzesi che hanno visto da vicino Omicron, dicono che nei vaccinati è poco più di un raffreddore. E da noi? Continua la campagna di allarme e terrore e si mantengono le stesse regole con cui si combatteva il Covid nel 2020”. E ancora: “Tra 5 giorni sarà il 2022”. La minore aggressività di Omicron pare confermata anche da uno studio giapponese.

“Speriamo che al ministero abbiano letto gli studi sulla Omicron”: Matteo Bassetti contro Speranza ed il Cts

E per Bassetti “la ricerca dimostra che omicron è si più contagiosa (3-4 volte più di Delta), ma genera quadri meno gravi con una minore patogenicità. Speriamo che al Ministero della Salute e al CTS ci sia qualcuno che lo ha letto”. E il ricorso massiccio ai tamponi? Neanche quello piace all’infettivologo: “Ormai siamo diventati il paese dei tamponi o ancor meglio ‘Tamponificio Italia’“.

Anche sui tamponi Bassetti va contro Speranza ed il Cts: “Sono diventati come i preservativi”

Ma perché i tamponi non piacciono a Bassetti? Semplice: perché con la linea attuale di Governo che ha costretto praticamente tutti a farli quelli rapidi sono sempre più in autodiagnosi, ergo inutili. “Sono diventati come le ‘Ziguli’ o i ‘preservativi’. Li prendi quando vuoi, al ‘banco’, li puoi ordinare sul web e te li fai addirittura da solo. Non so bene con che metodo. Oppure ti metti in coda per ore per poter andare a fare capodanno in sicurezza (si fa per dire) o finire la quarantena imposta dal figlio che aveva un positivo in classe”. E la chiosa: “Che senso ha tutto questo?”.

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